Mt 23,27-32

Mercoledì XXI Settimana del Tempo ordinario

2Ts 3,6-10.16-18 Sal 127 Mt 23,27-32

I sepolcri erano imbiancati per poter essere abbelliti e dare così onore al defunto. In realtà, lo erano per evitare che i passanti, toccandoli inavvertitamente, potessero contaminarsi. Chi infatti aveva contatto con un morto o una tomba, contraeva impurità rituale. I farisei qui sono molto preoccupati di discolparsi da quella violenza che i loro antenati avevano perpetuato a danno di uomini giusti. Perché qui Gesù li accusa di “colmare la misura”? Perché l’ipocrisia è la vera “morte” che contamina l’uomo, un’impurità interiore molto più profonda. Ne sono segno l’iniquità e la prontezza ad auto giustificarsi. Il Signore parla con forza perché è molto preoccupato, dalle sue parole capiamo che l’unica strada è l’umiltà: riconoscere responsabilmente la radice di violenza che abita ogni cuore. Questa va estirpata con la stessa forza di Gesù, per poter accogliere la sua misericordia che è freschezza e vita nuova.

Dalla Leggenda maggiore di San Bonaventura [FF1305]
In un borgo vicino ad Anagni, un cavaliere di nome Gerardo aveva perso completamente la vista. Avvenne che due frati minori si recassero alla sua casa per chiedere ospitalità. Furono ricevuti devotamente e trattati con ogni bontà da tutta la famiglia, per amore di San Francesco […] Ma una notte il beato Francesco apparve in sogno a uno di quei frati e gli disse: “Alzati in fretta […] perché quest’uomo, accogliendo voi, ha accolto Cristo e me, io voglio ricambiare la sua beneficienza e la sua pietà […] Quest’uomo fece di buon animo la sua confessione e promise di emendarsi. Diventò così interiormente un uomo nuovo e riacquistò subito anche la vista esteriore.

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ARTICOLO DI: Comunità francescana delle sorelle

“Siamo sorelle francescane... Sorelle perché condividiamo la gioia della consacrazione totale della nostra vita a Dio, vivendo insieme in comunità. Nell'apostolato e nella laicità della vita ordinaria, desideriamo essere sorelle di tutti testimoniando e aiutando a conoscere la consolazione di Dio per ciascuno. Francescane perché ci piace e cerchiamo di imitare il modo semplice e radicale di seguire il Signore Gesù che San Francesco e Santa Chiara ci hanno indicato. "Pane e Parola" è una preghiera che abbiamo scelto di vivere accanto alle lodi mattutine. Il Vangelo del giorno, pregato e meditato comunitariamente davanti a Gesù Eucaristia, è per noi il mandato quotidiano che ci incoraggia e sostiene nel vivere la nostra vocazione. Nello spirito di comunione e collaborazione con i frati, accogliamo volentieri l'invito a condividere il testo che prepariamo ogni giorno per questa preghiera. www.comunitasorelle.org”

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