Venerdì VIII Settimana del Tempo Ordinario
1Pt 4,7-13 Sal 95 Mc 11,11-25
“Siate dunque moderati e sobri, per dedicarvi alla preghiera. Soprattutto conservate tra voi una carità fervente” (1Pt 4,7-8)
Gesù ha fame e cerca il cibo in un albero in cui intravede solo foglie. Inoltre non è la stagione dei suoi frutti. Poi lo maledice! L’evangelista non nasconde questa stranezza e aggiunge “e i suoi discepoli udirono queste parole”. Questo gesto di Gesù ha un valore di segno: il suo senso è altrove. La chiave di lettura verrà offerta solo dopo la purificazione del tempio, un altro segno non semplice da comprendere. Marco sembra dirci che è necessaria una purificazione perché i discepoli possano capire. Il mattino dopo, Pietro fa notare a Gesù il fico che ha seccato. Forse, senza accorgersi, sta dicendo: quanto è efficace la tua parola! Infatti Gesù dà una lezione sulla potenza di Dio in risposta alla fede e alla preghiera. Solo da qui c’è il frutto, solo qui il vero culto. Quell’albero che Gesù giudica inadatto a far frutto è simbolo del tempio, in cui Gesù è venuto a cercare i frutti. Forse di Israele che è diventato sterile. La maledizione del fico, la cacciata dei venditori del tempio, le parole sulla fede e preghiera,… sono insegnamenti che non si capiscono in modo immediato, ma chiedono la pazienza di rimanere dietro a Gesù, in ascolto fiducioso della sua parola, che si svela e rivela man mano possiamo comprenderla.
Dalla Regola non Bollata [FF 62]
Manteniamoci dunque fedeli alle parole, alla vita, alla dottrina e al santo Vangelo di colui che si è degnato pregare per noi il Padre suo e manifestarci il nome di lui.
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