Il Santorale Francescano

La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…

Francesco Solano, sacerdote francescano (1549-1610), santo

Uno dei santi più conosciuti in Sud America, Francesco nasce nel 1549 in Spagna, a Montilla. Attratto dalla vita religiosa, si forma dai gesuiti, ma poi sceglie l’Ordine francescano. Ordinato sacerdote, si distingue per l’intensa vita spirituale e per l’intransigente rigore ascetico. Dopo un’esperienza come maestro dei novizi, matura in lui la vocazione missionaria. Sogna l’Africa, ma i superiori lo inviano nelle Indie occidentali (così è chiamata l’America da poco scoperta), ridotte alla miseria da conquistatori senza scrupoli. Sbarca nell’America meridionale, dove rimarrà per quattordici anni, dando luminosissimi esempi di carità, in aperto contrasto con la politica, governatori, mercanti e profittatori di ogni risma. Si schiera fraternamente con gli indigeni, difendendone i diritti, aiutandoli a conquistare dignità e rispetto di se stessi. Ha dalla sua il buon Dio che accompagna il suo cammino missionario con innumerevoli fatti prodigiosi. Non si spiega in altro modo la vastità e la profondità della sua opera, materiale e spirituale, che si estende a quasi tutti i paesi dell’America meridionale. Dà alla sua azione missionaria, conclusasi con la morte nel 1610, un taglio molto corretto, privilegiando la carità e rispettando la cultura e gli usi locali e combattendo la politica di colonialismo selvaggio attuata dagli europei in quelle terre.
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Messaggero di Sant'Antonio