Il Santorale Francescano

La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…

Bernardino da Feltre, sacerdote francescano (1439-1494), beato

Martino, figlio di una coppia di nobili facoltosi, nasce a Feltre sul finire del 1439. L’intelligenza vivace e la passione per lo studio lo portano nelle aule dell’Università di Padova, dove studia diritto. Per qualche tempo, poi, è apprezzato professore di grammatica. Non è però la carriera universitaria ad attrarlo, bensì la vita religiosa. E quando nella città del Santo, a Padova, giunge il celebre predicatore francescano Giacomo della Marca, discepolo di Bernardino da Siena, ne subisce il fascino prepotente, al punto da prendere lui stesso il saio dei Minori con il nome di fra Bernardino da Feltre. Ordinato sacerdote nel 1463, si dedica alla predicazione: su e giù per l’Italia, instancabile nelle fatiche, nonostante il fisico minuto e fragile. Richiestissimo ovunque, predica ventitré Quaresime. Severo fustigatore di ogni vizio, è inflessibile contro l’usura, un cappio al collo di molti poveri, impossibilitati a onorare i debiti. Per liberarli da tanta schiavitù, fra Bernardino promuove i Monti di Pietà (ne apre a Mantova nel 1484, a Padova nel 1491, a Crema e Pavia nel 1493, a Montagnana e Monselice nel 1494), nonostante la forte opposizione della maggior parte dei suoi confratelli. Spesso al centro di polemiche per le sue coraggiose iniziative e le sue prese di posizione non gradite in alto ma amatissimo dalla gente per la sua fede testimoniata con una vita irreprensibile e la sua grande carità, muore il 28 settembre 1494 a Pavia.
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Messaggero di Sant'Antonio