Sabato V Settimana del Tempo di Pasqua
At 16,1-10 Sal 99 Gv 15,18-21
“Hai sradicato una vite dall’Egitto, hai scacciato le genti e l’hai trapiantata. Signore, Dio degli eserciti, fa’ che ritorniamo, fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi” (Salmo 80,9.20)
I discepoli sono invitati da Gesù ad una consapevolezza che è frutto di un discernimento: sappiate, dice loro. Si preoccupa che non vengano schiacciati dagli insuccessi e dalle contrarietà da parte del mondo. Anzi, saranno proprio queste avversità ad attestare la loro appartenenza al Maestro. Gesù li ha scelti, sottraendoli alla prepotenza del Principe di questo mondo. Il verbo “scegliere” assume qui il senso dello “sradicare, separare”. Questa elezione fa sì che, pur avendo origine nel mondo, i discepoli non gli appartengano più, perché appartengono a Colui che non è del mondo (8,23). Tuttavia i discepoli non sono degli esseri “spirituali”, superiori o distaccati dal mondo ma, pur non essendo del mondo, vi rimangono pienamente per continuare a testimoniare l’amore di Dio per l’umanità.
Dalla Lettera ai fedeli(FF 168)
Nel nome del Signore. Tutti coloro che amano il Signore con tutto il cuore, con tutta l’anima e la mente, con tutta la forza e amano i loro prossimi come se stessi, e hanno in odio i loro corpi con i vizi e i peccati, e ricevono il corpo e il sangue del Signore nostro Gesù Cristo, e fanno frutti degni di penitenza.
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