Lunedì V Settimana del Tempo di Pasqua
At 14,5-18 Sal 115 Gv 14,21-26
“Alle spalle e di fronte mi circondi e poni su di me la tua mano” (Sal 139,5)
«Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi, e non al mondo?». La risposta di Gesù a questa domanda è nell’incontro decisivo, concreto, reale che questi uomini – concreti, reali e fragili – hanno avuto con Lui. Proprio a loro, non al mondo, si è manifestata e resa visibile la potenza di Dio in Gesù, che ha vissuto e camminato accanto a loro. Questo privilegio ora diventa un compito, una chiamata, perché tanti possano gioire della stessa salvezza. Paolo e Barnaba hanno accolto questa chiamata: rischiando con coraggio le aggressioni e le persecuzioni, non smettono di portare a chi soffre la buona notizia di un Dio “vicino”, che è Padre: non chiede offerte o sacrifici, ma ci salva gratuitamente, ci ama perdutamente, gioisce per la letizia dei nostri cuori.
Dal Testamento di Santa Chiara [FF 2823]
Tra gli altri benefici, che ricevemmo e ogni giorno riceviamo dal nostro Donatore, il Padre delle misericordie, per i quali dobbiamo maggiormente rendere grazie allo stesso glorioso Padre, c’è la nostra vocazione: e quanto più è grande e perfetta, tanto più a lui siamo obbligate […] Per noi il Figlio di Dio si è fatto via, e questa ci mostrò e insegnò con la parola e con l’esempio il beatissimo padre nostro Francesco, vero amante e imitatore di Lui.
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