Sabato XII Settimana del Tempo Ordinario
Lam 2,2.20-14.18-19 Sal 78 Mt 8,5-17
“Crea in me o Dio un cuore puro” (Sal 50,12)
La figura del centurione è un esempio di sapienza e purezza. Fermamente convinto che il Signore può intervenire nella sua storia, cerca la salvezza non per sé, ma per il suo servo. Pur non appartenendo al popolo eletto, riconosce in Gesù la potenza di Dio. Quest’uomo giusto scorge la verità attraverso la bontà del cuore. Ma sa usare anche la vera intelligenza, che non è mai disgiunta dall’umiltà. È interessante la sintesi che lui fa della sua duplice esperienza: di comandante e di dipendente: «Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me…». “Dì soltanto una parola e il mio servo sarà guarito”. La fede è credere nella persona di Gesù, nel lieto annuncio che Lui porta, come rivelazione salvifica donata a tutti coloro che l’accoglieranno. Dio vuole donare la sua salvezza a tutti, senza nessuna discriminazione.
Dalla Lettera ai Fedeli [FF 200]
E tutti quelli e quelle che si diporteranno in questo modo, fino a quando faranno tali cose e persevereranno in esse sino alla fine, riposerà su di essi lo Spirito del Signore, ed egli ne farà sua abitazione e dimora.
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