Martedì XIX Settimana del Tempo ordinario
Os 2,14-15.19-20 Sal 44 2 Cor 4, 6-10. 16-18 Gv 15, 4-10
Santa Chiara d’Assisi Vergine, Festa
In questi pochi versetti di vangelo, il verbo “rimanere” è ripetuto tante volte, come un battito, un respiro. Ci arriva proprio come un invito alla vita: “rimani in me”. Ma cos’è il nostro rimanere nel Signore Gesù? È il dialogo confidente della preghiera, il ritmo costante dell’ascolto della Parola. Questo certamente porterà il suo frutto. L’incostanza spesso produce scontento, inquietudine. Ma siamo fatti per la stabilità, per rimanere, vivere come tralci, come figli amati dal Padre, attaccati al figlio Gesù. Qual è il frutto? L’amore. Se mi separo da Gesù, amore libero e salvifico, mi secco, muoio, e finisco col vivere come “figlio di nessuno e nemico di tutti”.
La vita luminosa di Chiara d’Assisi ci mostra la bellezza della fedeltà silenziosa, che ha però saputo gridare al mondo, e ancora continua a farlo.
Dalla Bolla di Canonizzazione [FF 3294]
Questa fu l’albero alto, proteso verso il cielo, dai rami dilatati, che nel campo della Chiesa produsse soavi frutti di religione, e alla cui ombra piacevole e amena molte seguaci accorsero da ogni parte, e tuttora accorrono per gustarne i frutti.
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