Sabato IX Settimana del Tempo ordinario
2Tm 4,1-8 Sal 70 Mc 12,38-44
“Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli” (Mt 5,3)
L’apostolo Paolo e la vedova del vangelo ci testimoniano la totale fiducia nel Signore: Paolo scrive a Timoteo di essere ormai in procinto di “essere versato in offerta”; Gesù loda la vedova che offre al Signore “tutto quanto aveva per vivere”. Gettare tutto ciò che si ha per vivere nelle mani di Dio non è segno di disperazione o resa, ma è la meta stessa dell’esistenza. Riuscire a fare dono della propria vita, mettendola tutta nelle mani di Dio, rende concreta la nostra fede in lui. È un atto che richiede una “lotta”: contro la vanità, la ricerca del proprio interesse, l’illusione di essere autosufficienti. Quindi frutto di un’educazione dell’io, ma anche, e soprattutto, dono di grazia. Chiediamo oggi il dono di saperci affidare ogni giorno un po’ di più all’amore del Signore, che per primo ha “versato la sua vita in offerta” per noi, consegnandola nelle mani del Padre.
Dalla Lettera a tutto l’Ordine [FF 221]
Guardate, fratelli, l’umiltà di Dio, e aprite davanti a lui i vostri cuori; umiliatevi anche voi, perché siate da lui esaltati. Nulla, dunque, trattenete per voi, affinché tutti e per intero vi accolga Colui che tutto a voi si offre.
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