Martedì VIII Settimana del Tempo ordinario
1Pt 1,10-16 Sal 97 Mc 10,28-31 San Filippo Neri, memoria
“Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua” (Lc 9,23)
Il vangelo che abbiamo ascoltato segue l’incontro di Gesù con l’uomo che aveva desiderato seguirlo. Egli conosceva e obbediva ai comandamenti, ma non era riuscito a fare quell’unico passo che gli mancava: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi! Così Pietro si stupisce nel riconoscere che quel comando di Gesù è proprio quello che hanno fatto lui e gli altri discepoli: “noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito”. La radice della sequela è nel diventare poveri facendo spazio prima di tutto a Gesù e alla sua parola. Seguirlo richiede di lasciare ciò che si possiede per ricevere il centuplo, cioè il dono che continuamente si rinnova e mai si esaurisce. Sempre ricordando che lasciare tutto per rimanere nella sequela significa per prima cosa rinnegare se stessi, e poi prendere la propria croce, dietro a Gesù.
Dalla Vita prima di Tommaso da Celano [FF 500] Francesco, allietato di nuova speranza per l’immensità dell’amore, progettava di ricondurre quel suo corpo stremato di forze alla primitiva obbedienza dello spirito. […] E diceva: “Cominciamo, fratelli, a servire il Signore Iddio, perché finora abbiamo fatto poco o nessun profitto!”. Non lo sfiorava neppure il pensiero di aver conquistato il traguardo e, perseverando instancabile nel proposito di un santo rinnovamento, sperava sempre di poter ricominciare daccapo.
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