Venerdì XI Settimana del Tempo Ordinario
2Re 11,1-4.9-18.20 Sal 131 Mt 6,19-23
Il vangelo oggi ci invita a vigilare sul nostro cuore: questo dimora proprio dove riponiamo il nostro tesoro, il nostro “essenziale”. Il Signore lo sa che nelle nostre giornate piene di affanni e di preoccupazioni, rischiamo di perderci e disperderci. «Leggere invece la vita nel segno della Pasqua» ci ricorda Papa Leone «significa trovare l’accesso all’essenza della persona umana». L’inquietudine è infatti il segno che il nostro cuore non è in balia del caso, ma è creato per essere orientato ad un fine di pienezza e di gioia, è fatto per “ritornare a casa”, è fatto per Dio. Quindi possedere beni materiali non ci darà mai la pace, la pienezza, la gioia vera. Solo l’amore di Dio potrà colmare il nostro cuore.
Dalle lettere di S. Chiara alla Beata Agnese di Praga [FF 2866]
Invero voi, che avete preferito il disprezzo del mondo agli onori, la povertà alle ricchezze temporali, e avete affidato i vostri tesori, piuttosto che alla terra, al cielo, ove non li corrode ruggine, non li consuma il tarlo, non li scoprono né rubano i ladri, voi riceverete abbondantissima ricompensa nei cieli, e avete meritato degnamente di essere chiamata sorella, sposa e madre del Figlio dell’Altissimo Padre e della gloriosa Vergine.
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