Lunedì XI Settimana del Tempo Ordinario
1Re 21,1b-16 Sal 5 Mt 5,38-42
“Lo scettro del tuo potere, stende il Signore da Sion: domina in mezzo ai tuoi nemici! ” (Sal 110,2)
“Tu eserciti così la potestà regale su Israele?”. La provocazione di Gezabèle verso il re Acab ci fa capire il genere di “potestà” che lei si sarebbe aspettata dal marito. Guardiamo al vangelo, allo stile di potestà regale che Gesù vive, lo stesso che chiede ai discepoli. Lui, l’unico vero Re di Israele, l’unico giusto, ci insegna che la pienezza della vita sta nell’amare, e che amare è mettere al primo posto il bene dell’altro, perché la giustizia viene solo da Dio. Questa è la potestà dell’amore fino alla Croce, questo è ciò che il Signore chiede alle nostre relazioni quotidiane, con “tutti, tutti, tutti”. La potestà che Gesù ci insegna e ci affida, è la grazia di perdere la vita per amore.
Dall’Orazione sul Padre Nostro [FF 273]
Quello che noi non rimettiamo pienamente, tu, Signore, fa’ che pienamente perdoniamo, cosicché, per amor tuo, amiamo sinceramente i nemici e devotamente intercediamo per loro presso di te, non rendendo a nessuno male per male e impegnandoci in te ad essere di giovamento in ogni cosa.
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