Mt 23,23-26

Martedì XXI Settimana del Tempo Ordinario

2Ts 2,1-3.13-17   Sal 95   Mt 23,23-26

“Rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli” (Lc 10,20)

I farisei sono spinti dal legalismo e la formalità che rendono loro schiavi e ciechi. Rischiano non solo di andare fuori strada, ma di portarvi anche altri. Sono infatti posti a modello del popolo, per questo il monito di Gesù è ancora più accorato e severo. La Legge prevedeva il pagamento della decima (cfr. Dt 14,22-29) su prodotti necessari come frumento, vino, olio e sui primi nati del bestiame. I farisei poi avevano “intensificato” questo precetto, estendendolo anche a prodotti superflui, come le spezie. Gesù non condanna queste scelte minuziose, anzi, chiede di non tralasciarle. Ma condanna un’eccessiva attenzione a queste, a discapito dell’essenziale, che è la misericordia, la giustizia, la fedeltà. Anche San Paolo si rivolge ai fratelli di Tessalonica, a chi, come “primizia per la salvezza, ha l’impegno di aprire la strada per altri. Li esorta a non lasciarsi confondere e allarmare da ispirazioni o discorsi, come fossero essenziali alla fede. L’importante è infatti saper riconoscere con gratitudine quando i fratelli crescono saldi e rispondono alla chiamata di Dio.

Dalla Vita seconda di Tommaso da Celano [FF 714]
Un inverno, il guardiano comprò una pelle di volpe e la portò a Francesco dicendo: «Padre, tu soffri di milza e di stomaco: prego la tua carità nel Signore di permettere di cucire all’interno della tonaca questa pelle. Se non la vuoi tutta, almeno accettane una parte in corrispondenza dello stomaco». Francesco rispose: «Se vuoi che porti sotto la tonaca questa pelliccia, fammene porre un’altra della stessa misura all’esterno. Cucita al di fuori sarà indizio della pelle nascosta sotto». (…) O esempio di coerenza, identico nella vita e nelle parole! Lo stesso dentro e fuori, da suddito e da superiore. Tu non desideravi alcuna gloria né esterna né privata, perché ti gloriavi solamente del Signore.

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ARTICOLO DI: Comunità francescana delle sorelle

“Siamo sorelle francescane... Sorelle perché condividiamo la gioia della consacrazione totale della nostra vita a Dio, vivendo insieme in comunità. Nell'apostolato e nella laicità della vita ordinaria, desideriamo essere sorelle di tutti testimoniando e aiutando a conoscere la consolazione di Dio per ciascuno. Francescane perché ci piace e cerchiamo di imitare il modo semplice e radicale di seguire il Signore Gesù che San Francesco e Santa Chiara ci hanno indicato. "Pane e Parola" è una preghiera che abbiamo scelto di vivere accanto alle lodi mattutine. Il Vangelo del giorno, pregato e meditato comunitariamente davanti a Gesù Eucaristia, è per noi il mandato quotidiano che ci incoraggia e sostiene nel vivere la nostra vocazione. Nello spirito di comunione e collaborazione con i frati, accogliamo volentieri l'invito a condividere il testo che prepariamo ogni giorno per questa preghiera. www.comunitasorelle.org”

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