Mt 11,25-30

4 ottobre – Solennità di San Francesco d’Assisi

Siracide 50,1.3-7 ++ Sal 15(16) ++ Gal 6,14-18 ++ 

Matteo 11,25-30
In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e  colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Riflessione biblica
La Liturgia della Parola nella Solennità di San Francesco d’Assisi propone un breve itinerario che accorda l’esperienza di santità dell’assisiate con l’ispirazione biblica.
La prima lettura (Sir 50.1.3-7) fa memoria dell’esperienza di Francesco che ripara la Chiesa del Signore: non solo San Damiano ma la Chiesa Cattolica romana del suo tempo: “Ecco chi nella sua vita riparò il tempio e nei suoi giorni consolidò il santuario”.
Il Salmo responsoriale (dal Sal 15(16)) tratteggia brevemente Francesco uomo di preghiera: “Benedico il Signore che mi ha dato consiglio, anche di notte il mio animo mi istruisce”.
La seconda lettura (Gal 6,14-18) pone l’esperienza paolina dell’esaltazione della Croce e delle stimmate di Gesù in sintonia con l’esperienza mistica di Francesco a La Verna, quando riceve le stimmate con la visione nel Serafino di Cristo povero e crocifisso .
Il Vangelo (Mt 11,25-30) propone la preghiera intima e fiduciosa di Gesù al Padre, con tre accentuazioni.
La prima: la via privilegiata dei piccoli che accolgono la proposta Evangelica di salvezza; san Francesco intuì la via della minorità e povertà e attraverso esse ha saputo diventare fedele discepolo di Cristo.
La seconda: il progetto di conoscere il Padre si realizza nel Figlio “e colui al quale il figlio vorrà rivelarlo”; Francesco chiede a Dio “che cosa vuoi io faccia?” e la risposta la trova nel seguire il Figlio, nostro Signore Gesù Cristo, obbediente al Padre.
La terza: “Venite a me… imparate da me” dice Gesù Cristo; Francesco ne fa la Regola di Vita per sé e per i fratelli che il Signore gli affida nella nascita della fraternità francescana, viva dopo otto secoli anche nelle sue tre dimensioni istituzionali: Primo Ordine (OFM, OFM Conv, OFM Capp), Secondo Ordine (Clarisse), Terz’Ordine (TOR e OFS e istituti religiosi maschili e femminili francescani di vita attiva).

Questo brano evangelico in cui Gesù danza di gioia ci apre una finestra sul mistero di Dio, e ci mostra chi è Gesù, cosa dona a noi con la sua umanità. Rivela la grande dignità dell’uomo: è figlio e il figlio ha tutto ciò che ha il Padre, gli assomiglia. Ha un compagno con cui può portare il peso delle proprie fatiche, Gesù, compagno non arrogante, non pretenzioso.

Riflessione francescana
«Oggi anch’io, come tanti pellegrini, sono venuto per rendere lode al Padre di tutto ciò che ha voluto rivelare a uno di questi “piccoli” di cui ci parla il Vangelo: Francesco, figlio di un ricco commerciante di Assisi. L’incontro con Gesù lo portò a spogliarsi di una vita agiata e spensierata, per sposare “Madonna Povertà” e vivere da vero figlio del Padre che è nei cieli. Questa scelta, da parte di san Francesco, rappresentava un modo radicale di imitare Cristo, di rivestirsi di Colui che, da ricco che era, si è fatto povero per arricchire noi per mezzo della sua povertà (cfr. 2Cor 8,9). In tutta la vita di Francesco l’amore per i poveri e l’imitazione di Cristo povero sono due elementi uniti in modo inscindibile, le due facce di una stessa medaglia» (Dall’Omelia di papa Francesco in Piazza San Francesco, Assisi – 4 ottobre 2013).

Avatar photo
ARTICOLO DI: Andrea Vaona

“fr. Andrea Vaona - francescano conventuale, contento di essere frate. Nato sul limitare della laguna veneta, vive in città con il cuore in montagna, ma volentieri trascina il cuore a valle per il servizio ministeriale-pastorale a Padova e con l'OFS regionale del Veneto. Scrive (poco) e legge (molto). Quasi nativo-digitale, ha uno spazio web: frateandrea.blogspot.com per condividere qualche bit e idea.”

Ancora nessun commento.

Lascia un commento

Registrati
Esegui Login
Messaggero di Sant'Antonio