Lc 1,26-38

7 ottobre – Memoria della Beata Vergine del Rosario

7 ottobre – Memoria della Beata Vergine del Rosario

7 ottobre
At 1,12-14 + Sal. Lc 1,46-55 + Lc 1,26-38
Memoria della Beata Vergine del Rosario 

Mentre la Chiesa ci propone, per la festa odierna, questo frammento del Vangelo, è molto bello non solo ricordare quanti pittori hanno dipinto l’Annunciazione e quanti atti liturgici commemorano questo momento così importante per la nostra salvezza (gesti, pause, canti, ecc.), ma anche essere coscienti di quanti cristiani, a mezzogiorno, recitano l’Angelus, e contemplano ancora una volta le meraviglie che possiamo trarre dall’esempio della Vergine.

L’Evangelista, per preparare il lettore a un avvenimento così importante, ci dà alcuni dati che ci aiutano a contestualizzare, a situare i fatti. Ci parla di un Angelo che va a visitare una donna, vergine, che vive in un villaggio isolato. Ci introduce nella vita di questa donna, e ci fornisce qualche dato in più per presentarla: è sposata con un uomo della casa di Davide. E chiude questo preambolo ricordandone il nome: Maria (cfr. v. 27).

Non è un dettaglio indifferente, come non lo è avere un nome. Dio stesso ha voluto dare un nome a suo Figlio: «e lo chiamerai Gesù» (v. 31). Il nome ci permette di individuare qualcuno, di parlare di lui, invocarlo, amarlo. Questo richiamo al nome di Maria ci riempie di speranza, ci colma di gioia. «Se si sollevano i venti delle tentazioni, se barcolli sugli scogli delle tribolazioni, guarda la stella, chiama Maria (…). Non perderai il cammino se la segui, non ti dispererai se la preghi, non ti perderai se la pensi. Se lei ti tiene per mano, non cadrai; se ti protegge, non avrai nulla da temere; non ti stancherai, se è la tua guida; arriverai felicemente al porto, se Lei ti protegge. E così sperimenterai in te stesso con quanta ragione si dice: «e il nome della vergine era Maria» (San Bernardo, Omelia 2 sull’Annunciazione, 17).

In ogni avemaria, come indica il titolo stesso della preghiera, salutiamo la Vergine, le parliamo. Invochiamo la Signora dal dolce nome. [Martín Luque].

Saluto alla Beata Vergine Maria [FF 259-260]

Ave, Signora, santa Regina, santa Madre di Dio,
Maria,
che sei vergine fatta Chiesa
ed eletta dal santissimo Padre celeste,
che ti ha consacrata
insieme col santissimo suo Figlio diletto
e con lo Spirito Santo Paraclito;
tu in cui fu ed è ogni pienezza di grazia e ogni bene.

Ave, suo palazzo.
Ave, suo tabernacolo,
Ave, sua casa.
Ave, suo vestimento,
Ave, sua ancella,
Ave, sua Madre.

E saluto voi tutte, sante virtù,
che per grazia e illuminazione dello Spirito Santo
venite infuse nei cuori dei fedeli,
perché da infedeli
fedeli a Dio li rendiate.

(Fonti Francescane 259-260)

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ARTICOLO DI: Comunità francescana delle sorelle

“Siamo sorelle francescane... Sorelle perché condividiamo la gioia della consacrazione totale della nostra vita a Dio, vivendo insieme in comunità. Nell'apostolato e nella laicità della vita ordinaria, desideriamo essere sorelle di tutti testimoniando e aiutando a conoscere la consolazione di Dio per ciascuno. Francescane perché ci piace e cerchiamo di imitare il modo semplice e radicale di seguire il Signore Gesù che San Francesco e Santa Chiara ci hanno indicato. "Pane e Parola" è una preghiera che abbiamo scelto di vivere accanto alle lodi mattutine. Il Vangelo del giorno, pregato e meditato comunitariamente davanti a Gesù Eucaristia, è per noi il mandato quotidiano che ci incoraggia e sostiene nel vivere la nostra vocazione. Nello spirito di comunione e collaborazione con i frati, accogliamo volentieri l'invito a condividere il testo che prepariamo ogni giorno per questa preghiera. www.comunitasorelle.org”

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