Venerdì I Settimana di Quaresima
Ez 18,21-28 Sal 129 Mt 5,20-26
“Se consideri le colpe, Signore, Signore, chi ti può resistere?” (Sal 129)
“Lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello”. Il Signore sa che non siamo mai completamente riconciliati e che, nell’amare, abbiamo bisogno di ricominciare sempre, rialzarci e riprendere il cammino. Lui, che “è stato messo alla prova in ogni cosa come noi, escluso il peccato” (Eb 4,15), lui stesso è venuto prima a riconciliarsi, facendosi fratello. È uscito e ci è venuto incontro. E lo ha fatto fino alla Croce. È lui che ha fatto il primo passo. L’umiltà dell’Incarnazione e la carità della Passione, che Francesco ha profondamente impresse nella memoria (cfr. FF 467), ci insegnano la via della riconciliazione. Scriveva Papa Benedetto XVI che, guardando a Gesù, impariamo a “scuoterci di dosso l’illusione di essere innocenti, assumerci la sofferenza che comporta la rinuncia al proprio aver ragione, e a non cedere nella volontà di riconciliazione”. È questo il modo che abbiamo per “diventare simili a Lui”.
Dalla Lettera a un Ministro [FF 235] E in questo voglio conoscere se tu ami il Signore e ami me servo suo e tuo, se farai questo, e cioè: che non ci sia mai alcun frate al mondo, che abbia peccato quanto poteva peccare, il quale, dopo aver visto i tuoi occhi, se ne torni via senza il tuo perdono misericordioso, se egli lo chiede; e se non chiedesse misericordia, chiedi tu a lui se vuole misericordia.
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