cenere parlante

«Tradizione è conservare il fuoco, non adorare le ceneri»: non è un detto biblico, ma una profonda e salace riflessione attribuita al musicista Gustav Mahler. Indica chiaramente la priorità al progetto di custodire un fuoco, alimentandolo con pazienza e premura, perché ciò che è stato consegnato della storia (tradizione, da tradere – consegnare) e da chi ci ha preceduto non sia necessariamente conservato nella sua forma originale, ma possa continuare a… Continua

Domenica 7 febbraio 2016, Vª TEMPO ORDINARIO

Dal Vangelo Luca 5, 1-11 In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca. Quando ebbe finito di… Continua

G come… gregge!

A noi, al giorno d’oggi, probabilmente farci dare dei “pecoroni” non è esattamente un complimento. E del resto anche sentirci rinfacciati di essere intruppati come tante pecore in un gregge, sa più di conformismo e mancanza di originalità, nonché di poco senso di responsabilità personale, che non di apprezzamento per la docilità alla massa. Rifuggiamo da questo linguaggio, come dal pensare che dovremmo seguire docilmente un qualcun altro che ci… Continua

Domenica 31 gennaio 2016, IVª TEMPO ORDINARIO

Dal Vangelo Luca 4, 21-30 In quel tempo, Gesù cominciò a dire nella sinagoga: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao,… Continua

Domenica 24 gennaio 2016, IIIª TEMPO ORDINARIO

Dal Vangelo Luca 1, 1-4; 4, 14-21 Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo… Continua

Lc 1,1-4

«gli occhi di tutti erano fissi su di lui»

«Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola…» (Lc 1,1) […] «(Gesù) riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: “Oggi si è compiuta questa… Continua

P come… pazzo!

Dare del pazzo a qualcuno non è propriamente fargli un complimento: è qualcuno di “sfasato”. Disadattato nel senso che non è perfettamente adattato al nostro mondo. Insomma, è nel posto e nel momento sbagliato. Qualche volta, forse, è il modo con cui noi liquidiamo una situazione che non rientra nei nostri schemi, che non capiamo. E forse anche ci inquieta, subdolamente ci intriga: non gli perdoniamo la sua libertà, il… Continua

Domenica 17 gennaio 2016, IIª TEMPO ORDINARIO

Dal Vangelo Giovanni 2, 1-11 In quel tempo, vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi… Continua

Mc 1,40-45

Se vuoi… puoi!

La liturgia di oggi ci propone il brano di Mc 1,40-45, in cui un lebbroso, un uomo impuro, una persona senza possibilità di relazione e di comunione, né con Dio né con gli uomini, trasgredisce le regole, si avvicina a Gesù e gli dice: «Se vuoi, puoi purificarmi!» (Mc 1,40) È bellissimo l’accostamento del “se vuoi” e del “puoi”: da una parte il lebbroso lascia a Gesù tutta la libertà… Continua

Dall’eremo delle Carceri alla reclusione nella casa paterna

In quella condizione di volontaria reclusione, vissuta nel buio del cunicolo, Francesco meditò a lungo sulla precarietà della materia, sul mistero della nascita, su quello della morte, sull’eterno, al cospetto del quale ogni possesso terreno, ogni gloria mondana si dissolvono nella nullità. Cos’è la borghesia, la cavalleria, la nobiltà, se non miseria, pochezza dell’uomo, che non sa guardare alla vita oltre la vita, alla luce oltre le tenebre, al tempo… Continua

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Messaggero di Sant'Antonio