Mc 6,45-52

Per un cuore aperto

Sabato, Feria propria del 9 gennaio
1Gv 4,11-18        Sal 71        Mc 6,45-52

Sembra che Gesù abbia fretta di far allontanare i discepoli dalla dal luogo che lo ha visto sfamare la folla con soli cinque pani e due pesci. Conosce la debolezza dei discepoli e forse vuole evitare che essi diano più peso ai miracoli che al suo insegnamento. Così li costringe a salire in barca, a prendere le distanze, mentre lui si ritira a pregare. Ma da terra, Gesù li vede affaticati, e allora va verso di loro. Ma essi, vedendolo, non lo riconoscono e “restano sconvolti”. Così Gesù, che voleva oltrepassarli, – chissà, forse per preparar loro un posto per riposare?! – nuovamente cambia i suoi piani, e sale con loro sulla barca e il vento cessa.
Di fronte al nostro cuore indurito, cioè incapace di riconoscere Dio e il suo amore, Gesù si fa vicino e “cambia i suoi piani” per noi. Ci costringe, ci spinge a prendere il largo, ci custodisce con il suo sguardo e viene verso di noi quando facciamo fatica. Ci precede e ci accompagna, ci incoraggia e rimane con noi.

Aiutaci Signore, a riconoscere la tua presenza che nei fratelli e sorelle, nelle situazioni e nelle occasioni della vita, ci costringe e ci spinge a crescere, ad aprire il cuore per non vivere nella paura ma nella fiducia in Te.

Dalla Leggenda dei Tre compagni [FF 1399-1400]
Una notte [Francesco] viene visitato dal Signore che, sapendolo bramoso di onori, lo attira e lo innalza ai fastigi della gloria con una visione […]. Chiamatolo per nome, lo condusse nello splendido palazzo di una bellissima sposa pieno di armature, cioè scudi splendenti e simili apparati di guerra che spettano al decoro dei cavalieri […]. Messosi dunque in cammino per raggiungere la Puglia, arrivò fino a Spoleto […]. Mentre stava riposando, nel dormiveglia intese qualcuno che lo interrogava dove voleva andare. Francesco gli espose per intero il suo progetto […]. E la voce: «Ritorna nella tua città e ti sarà detto che cosa devi fare; poiché la visione che ti è apparsa devi interpretarla in tutt’altro senso».

ARTICOLO DI: Comunità francescana delle sorelle

“Siamo sorelle francescane... Sorelle perché condividiamo la gioia della consacrazione totale della nostra vita a Dio, vivendo insieme in comunità. Nell'apostolato e nella laicità della vita ordinaria, desideriamo essere sorelle di tutti testimoniando e aiutando a conoscere la consolazione di Dio per ciascuno. Francescane perché ci piace e cerchiamo di imitare il modo semplice e radicale di seguire il Signore Gesù che San Francesco e Santa Chiara ci hanno indicato. "Pane e Parola" è una preghiera che abbiamo scelto di vivere accanto alle lodi mattutine. Il Vangelo del giorno, pregato e meditato comunitariamente davanti a Gesù Eucaristia, è per noi il mandato quotidiano che ci incoraggia e sostiene nel vivere la nostra vocazione. Nello spirito di comunione e collaborazione con i frati, accogliamo volentieri l'invito a condividere il testo che prepariamo ogni giorno per questa preghiera. www.comunitasorelle.org”

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