Mercoledì V Settimana del Tempo di Pasqua
At 15, 1-6 Sal 121 Gv 15, 1-8
“Ma io, come olivo verdeggiante nella casa di Dio, confido nella fedeltà di Dio in eterno e per sempre” (Sal 52,10)
L’agricoltore ci insegna che la potatura lungo il ramo avviene subito dopo la prima gemma: non serve nient’altro che il frutto. La pianta sembra, ad un primo sguardo, più gracile e sfrondata, ma poi prendere un nuovo slancio. Sarà presto rigogliosa per esplodere in frutti e in bellezza. Siamo solitamente restii alle potature, resistiamo, di solito, ai cambiamenti. Ci incamminiamo più volentieri su percorsi già battuti, tenendoci ben ancorati a ciò che ci è già noto e che dà sicurezza. Ma il Signore chiede di dargli fiducia, permette che percorriamo anche terreni sconosciuti e impervi. A volte è proprio lì che la vita prende slancio e bellezza, come il ramo che rifiorisce. È necessario un cammino di affidamento, di purificazione. Quando poniamo troppe resistenze, il Signore rispetta la nostra libertà, ma poi nulla cambia. Quando invece ci lasciamo portare dalla sua fedeltà, vediamo grandi cose.
Dalle Laudi e preghiere (FF 277)
Rapisca, ti prego, o Signore, l’ardente e dolce forza del tuo amore la mente mia da tutte le cose che sono sotto il cielo, perché io muoia per amore dell’amor tuo, come tu ti sei degnato di morire per amore dell’amor mio.
Lascia un commento
Devi eseguire il login per commentare.












