Mc 10,46-52

DOMENICA 24 OTTOBRE 2021 S. ANTONIO M. CLARET

DOMENICA 24 OTTOBRE 2021 S. ANTONIO M. CLARET

Dal Vangelo

In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.

Commento biblico

Siamo a Gerico, la porta della Giudea a oriente, a pochi passi da Gerusalemme. Non ci sono solo i  discepoli che seguono Gesù, ma anche molta gente e tra questi un mendicante, uno scartato dalla società di cui nessuno si prende cura. Il momento è solenne, si sta per entrare nella Città Santa. In questo cieco vi è tutta l’attesa dell’umanità, della salvezza, della guarigione, della forza di gridare e di farsi sentire dal Maestro, nella profonda convinzione che solo Lui può fare qualcosa. L’unico rischio è la folla che si frappone tra questo grido e il Messia; ma ciò che Gesù dice a questo pover’uomo è “coraggio!”, una parola che rappresenta un programma di vita. Abbiamo bisogno di coraggio, di uscire dal timore, dalla sfiducia, dalla paura di non essere amati, ma soprattutto di non essere degni di questo amore. E poi l’altra parola, che anticipa quanto avverrà tra pochi giorni: “Alzati”. Lo stesso verbo della risurrezione,
egheiro.

Commento francescano

Anche Francesco, prima della Sua morte, vive la cecità fisica. Ed è questo che gli permette di cantare e inneggiare il più bell’inno alla vita: «Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore» (FF 263). Francesco d’Assisi ha compreso quanto scrive Carlos Ruiz Zafon: “L’invidia è un cieco che vuole strapparti gli occhi”. Ecco perché Egli non si sente mai migliore e superiore agli altri, ma sempre accanto e per gli altri.

ARTICOLO DI: Momenti Francescani

“Momenti Francescani: La Parola nelle Parole. È la prima testata periodica edita in Italia a proporre la lettura quotidiana del Vangelo accompagnata da un commento biblico e uno francescano. Frate Leone annotava come il Santo avesse una particolare predilezione per la lettura ogni giorno del Vangelo. Il commento biblico lega la Parola e il messaggio di Cristo alla contemporaneità della vita. Lo sguardo francescano rappresenta un tesoro ancora a molti sconosciuto, oggi può essere un valido strumento per la conoscenza della figura storica, “psicologica” e spirituale di Francesco. Per l’uomo contemporaneo la testimonianza del Santo di Assisi rappresenta una finestra che gli offre un respiro più ampio e una risposta alle sue istanze. Vengono proposte per ogni giorno riflessioni che aiutano a vivere appieno nel segno di Cristo, attraverso un pensiero che attualizza la Parola con l’intento di scardinare posizioni del cuore dell’uomo odierno, a volte indurito e ‘zoppicante’. L’opera si rivolge agli appartenenti all’Ordine Francescano Secolare d’Italia, ai membri dell’intera Famiglia Francescana, e a tutti coloro che sono attirati dalla ricchezza e dalla profondità del Vangelo e della spiritualità francescana. Gli autori sono frati, provenienti da tutte le famiglia francescane, laici, appartenenti all’OFS e grandi esperti di francescanesimo. Momenti Francescani è un trimestrale edito dalla Custodia Generale del Sacro Convento dei Frati Minori Conventuali in Assisi. È possibile abbonarsi al seguente link: https://bit.ly/momenti_francescani”

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