Mt 11,28-30

Acquistarci la consolazione

Acquistarci la consolazione

Giovedì XV Settimana del Tempo Ordinario
Es 3,13-20    Sal 104     Mt 11,28-30
San Bonaventura vescovo e dottore, memoria

Da sempre la storia ha avuto un Dio che ha ascoltato la stanchezza, l’oppressione del suo popolo. Lo ha fatto JHWH liberando il popolo ebreo dall’Egitto e lo fa Gesù liberandoci dal peccato e dalla morte. In questa liberazione il Signore dà ristoro. Avere ristoro è la consolazione, la liberazione dalle schiavitù che per ognuno ha un nome specifico. Perché possiamo vivere questa consolazione, Gesù ci chiede di essere attivi, di legarci a Lui, prendere sopra di noi il Suo giogo, la sua Parola, la sua persona. Non per essere guidati ciecamente, ma per imparare. La parola imparare, propriamente, significava acquistare, composta dal rafforzativo “in” insieme al verbo “procurare”. Allora il Signore ci chiede di prendere Lui con noi, conoscendolo, prendendone la forma, come se fosse una cosa che ci siamo acquistati, che diventa nostra. Fare nostra, e non solo per sentito dire, la consolazione di Gesù ci fa uscire dalla stanchezza e dall’oppressione, ci libera, ci ridona la forza e la gioia di camminare.

Signore, tu sei Colui che è, Colui che fa vivere.

Dalla Vita prima di Tommaso da Celano [FF 519]
O prodigio degno di memoria eterna, o sacramento meraviglioso, degno di perenne e devoto rispetto, poiché esso rappresenta in maniera visibile alla nostra fede l’ineffabile mistero per il quale il sangue dell’Agnello immacolato, sgorgando a fiotti da cinque ferite, lavò i peccati del mondo! O eccelso splendore di quella croce che è fonte di vita e dà la vita ai morti e il suo peso preme così soavemente e punge con tale dolcezza che in essa la carne morta rivive e lo spirito infermo si ristora! Quanto ti ha amato Francesco, se tu l’hai così mirabilmente decorato! Sia benedetto e glorificato Dio, unico e sapiente, che rinnova i suoi miracoli per confortare i deboli e mediante le meraviglie visibili conquistarne gli animi all’amore di quelle invisibili!

ARTICOLO DI: Comunità francescana delle sorelle

“Siamo sorelle francescane... Sorelle perché condividiamo la gioia della consacrazione totale della nostra vita a Dio, vivendo insieme in comunità. Nell'apostolato e nella laicità della vita ordinaria, desideriamo essere sorelle di tutti testimoniando e aiutando a conoscere la consolazione di Dio per ciascuno. Francescane perché ci piace e cerchiamo di imitare il modo semplice e radicale di seguire il Signore Gesù che San Francesco e Santa Chiara ci hanno indicato. "Pane e Parola" è una preghiera che abbiamo scelto di vivere accanto alle lodi mattutine. Il Vangelo del giorno, pregato e meditato comunitariamente davanti a Gesù Eucaristia, è per noi il mandato quotidiano che ci incoraggia e sostiene nel vivere la nostra vocazione. Nello spirito di comunione e collaborazione con i frati, accogliamo volentieri l'invito a condividere il testo che prepariamo ogni giorno per questa preghiera. www.comunitasorelle.org”

Ancora nessun commento.

Lascia un commento

Registrati
Esegui Login
Messaggero di Sant'Antonio