Mc 4,26-34

DOMENICA 13 GIUGNO 2021 S. ANTONIO DI PADOVA

DOMENICA 13 GIUGNO 2021 S. ANTONIO DI PADOVA

Dal Vangelo

In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura». Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola
possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra». Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.

Commento biblico

In queste due parabole Gesù parla alla folla e fa riflettere sul fatto che tutti noi siamo semi del Regno di Dio. Abbiamo il potenziale per diventare grandissimi alberi spirituali, eppure possiamo non germogliare. Ed è qui che sta il segreto: se noi, come semi, non ci lasciamo cadere nella terra dell’Amore, nutrire dai minerali della Sapienza, illuminare dal sole della Giustizia e idratare dall’acqua dell’Umiltà, non riusciremo mai a portare frutti. Se non ci lasciamo custodire da Dio non possiamo produrre niente, non siamo bravi a compiere azioni buone, poiché queste vengono dalla misericordiosa intercessione del Signore. Da soli siamo soltanto semi, ma con Dio siamo belli e sbalorditivi alberi fruttuosi! Questa riflessione mi fa ricordare la Divina Commedia di Dante, il quale fa dire a Ulisse: «Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza» (Inferno, DC, 1304/21).

Commento francescano

Chi ci aiuta nella riflessione francescana di oggi è sant’Antonio che paragona un buon albero alla nostra vita spirituale: «L’albero buono simboleggia la buona volontà, alla quale, per durare ed essere buona, sono necessarie cinque cose: la radice dell’umiltà, il tronco dell’obbedienza, i rami della carità, le foglie della santa predicazione e i frutti, cioè la dolcezza della celeste contemplazione».

 

ARTICOLO DI: Momenti Francescani

“Momenti Francescani: La Parola nelle Parole. È la prima testata periodica edita in Italia a proporre la lettura quotidiana del Vangelo accompagnata da un commento biblico e uno francescano. Frate Leone annotava come il Santo avesse una particolare predilezione per la lettura ogni giorno del Vangelo. Il commento biblico lega la Parola e il messaggio di Cristo alla contemporaneità della vita. Lo sguardo francescano rappresenta un tesoro ancora a molti sconosciuto, oggi può essere un valido strumento per la conoscenza della figura storica, “psicologica” e spirituale di Francesco. Per l’uomo contemporaneo la testimonianza del Santo di Assisi rappresenta una finestra che gli offre un respiro più ampio e una risposta alle sue istanze. Vengono proposte per ogni giorno riflessioni che aiutano a vivere appieno nel segno di Cristo, attraverso un pensiero che attualizza la Parola con l’intento di scardinare posizioni del cuore dell’uomo odierno, a volte indurito e ‘zoppicante’. L’opera si rivolge agli appartenenti all’Ordine Francescano Secolare d’Italia, ai membri dell’intera Famiglia Francescana, e a tutti coloro che sono attirati dalla ricchezza e dalla profondità del Vangelo e della spiritualità francescana. Gli autori sono frati, provenienti da tutte le famiglia francescane, laici, appartenenti all’OFS e grandi esperti di francescanesimo. Momenti Francescani è un trimestrale edito dalla Custodia Generale del Sacro Convento dei Frati Minori Conventuali in Assisi. È possibile abbonarsi al seguente link: https://bit.ly/momenti_francescani”

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