Lc 16,1-8 

Uscire alla luce

Uscire alla luce

Venerdì XXXI Settimana del Tempo Ordinario
Fil 3,17-4,1    Sal 121    Lc 16,1-8
San Carlo Borromeo Vescovo, memoria

“Senza forza e con vergogna”. Questi sono i motivi che spingono l’amministratore a recuperare la situazione che ormai non vede soluzioni di bene e di luce. Provando questi sentimenti, ecco che nel suo dialogo interiore giunge a una soluzione: recuperare i crediti del padrone in modo veloce, facendo sconti per crearsi relazioni amiche e poter contare su di loro. Ma come avrebbe accettato il padrone la metà di quanto gli spettava? Questo padrone è il Signore che, davanti alla mancata onestà, non rinuncia a darci una nuova opportunità di conversione. Non desidera per noi che viviamo senza forza e nella vergogna come questo amministratore. Senza mancare nel redarguirci, ci dà la possibilità di uscire alla luce. Così diveniamo Figli e fratelli della Luce, quando usciamo dalle tenebre industriandoci per custodire invece che sperare, per cambiare e recuperare invece che rinunciare al Bene quando non abbiamo agito onestamente.

Signore Gesù, San Carlo sia per noi esempio di una buona amministrazione dei tuoi beni.

Dalla Vita seconda di Tommaso da Celano [FF 742]
Il Santo […] essendo turbato per i cattivi esempi, e avendo fatto ricorso un giorno, così amareggiato, alla preghiera, si sentì apostrofato a questo modo dal Signore: «Perché tu, omiciattolo, ti turbi? Forse io ti ho stabilito pastore del mio Ordine in modo tale che tu dimenticassi che io ne rimango il patrono principale? Per questo io ho scelto te, uomo semplice, perché quelli che vorranno, seguano le opere che compirò in te e che devono essere imitate da tutti gli altri. Io vi ho chiamati: vi conserverò e pascolerò, supplirò con nuovi religiosi il vuoto lasciato dagli altri, al punto di farli nascere se non fossero già nati. Non turbarti dunque, ma attendi alla tua salvezza perché se l’Ordine si riducesse anche a soli tre frati, rimarrà il mio aiuto sempre stabile». Da quel giorno era solito affermare che la virtù di un solo frate santo supera una quantità, sia pur grande, di imperfetti, come un solo raggio di luce dissipa le tenebre più fitte.

ARTICOLO DI: Comunità francescana delle sorelle

“Siamo sorelle francescane... Sorelle perché condividiamo la gioia della consacrazione totale della nostra vita a Dio, vivendo insieme in comunità. Nell'apostolato e nella laicità della vita ordinaria, desideriamo essere sorelle di tutti testimoniando e aiutando a conoscere la consolazione di Dio per ciascuno. Francescane perché ci piace e cerchiamo di imitare il modo semplice e radicale di seguire il Signore Gesù che San Francesco e Santa Chiara ci hanno indicato. "Pane e Parola" è una preghiera che abbiamo scelto di vivere accanto alle lodi mattutine. Il Vangelo del giorno, pregato e meditato comunitariamente davanti a Gesù Eucaristia, è per noi il mandato quotidiano che ci incoraggia e sostiene nel vivere la nostra vocazione. Nello spirito di comunione e collaborazione con i frati, accogliamo volentieri l'invito a condividere il testo che prepariamo ogni giorno per questa preghiera. www.comunitasorelle.org”

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