Lc 17,26-37

Quando Gesù verrà

Quando Gesù verrà

Venerdì XXXII Settimana Tempo Ordinario
2Gv 1,3-9 Sal 118 Lc 17,26-37
San Martino di Tours, memoria

Alcuni episodi dell’Antico Testamento ci parlano del bisogno dell’umanità di essere rinnovata, purificata e di vivere nella pace.
Il giorno che indica il Signore nel Vangelo è il segno dell’avvento glorioso del suo Regno che si manifesterà come la vittoria dell’interiorità rinnovata. Gesù rivolge il suo discorso ai discepoli usando delle immagini per dirci che ciascuno dovrà rispondere di se stesso di fronte al ritorno del Figlio dell’Uomo.
Come prepararci? San Giovanni ci indica la strada dell’Amore, del comandamento lasciato dal suo Signore. In una vita che può rischiare di essere fatta di solite cose, di soliti affari, di abitudini, la vita nello spirito si nutre e concretizza attraverso un bene operare nella carità. Camminare nell’amore di Dio è perdere la vita dietro a Gesù amando Lui e i fratelli per essere pronti, capaci di stare dinanzi al suo volto quando tornerà per prenderci vivi, vivi dentro e portarci dove Lui vorrà. Lì troveremo la vita eterna.

Spirito Santo, illumina i nostri giorni.

Dalla Leggenda Maggiore di San Bonaventura [FF 1161]
Ed ecco, verso mezzanotte, mentre alcuni dormivano e altri pregavano fervorosamente in silenzio, entrare per la porticina della casa un carro di fuoco luminosissimo che fece due o  tre giri in qua e in là per la stanza; su di esso poggiava un grande globo, che a guisa di sole rischiarò le tenebre notturne. Rimasero stupiti quelli che erano svegli, si destarono atterriti coloro che dormivano, sentendosi tutti quanti invasi da quella luce, non solo nel corpo, ma anche nello spirito. Riunitisi insieme, si domandavano il significato di quel fenomeno; ma ecco, per la virtù e la grazia di tanto fulgore ognuno vedeva chiaramente nella coscienza dell’altro. Allora compresero e furono certi che si trattava dell’anima del beato padre, raggiante di così grande splendore, che essa si era meritato da Dio quel dono straordinario di benedizione e di grazia, soprattutto a motivo della sua purezza e per la sua sollecitudine affettuosa verso i suoi figli.

ARTICOLO DI: Comunità francescana delle sorelle

“Siamo sorelle francescane... Sorelle perché condividiamo la gioia della consacrazione totale della nostra vita a Dio, vivendo insieme in comunità. Nell'apostolato e nella laicità della vita ordinaria, desideriamo essere sorelle di tutti testimoniando e aiutando a conoscere la consolazione di Dio per ciascuno. Francescane perché ci piace e cerchiamo di imitare il modo semplice e radicale di seguire il Signore Gesù che San Francesco e Santa Chiara ci hanno indicato. "Pane e Parola" è una preghiera che abbiamo scelto di vivere accanto alle lodi mattutine. Il Vangelo del giorno, pregato e meditato comunitariamente davanti a Gesù Eucaristia, è per noi il mandato quotidiano che ci incoraggia e sostiene nel vivere la nostra vocazione. Nello spirito di comunione e collaborazione con i frati, accogliamo volentieri l'invito a condividere il testo che prepariamo ogni giorno per questa preghiera. www.comunitasorelle.org”

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