Lc 12,1-7 

Sana paura

Sana paura

Venerdì XXVII Settimana del Tempo Ordinario
Ef 1,11-14   Sal 32      Lc 12,1-7

Nella Bibbia per 365 volte troviamo l’esortazione a non avere paura, a non temere. Come a dire che ogni giorno Dio ci accompagna con la sua custodia, liberandoci dalla paura.
Eppure oggi Gesù ci dice anche: “Vi mostrerò invece di chi dovete aver paura: temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geènna!”. Allora esiste qualcosa o qualcuno che davvero può farci paura. E chi è costui? Anche se non lo nomina si capisce che parla del demonio. Colui che dopo aver ucciso il corpo ha il potere di gettarci nell’infelicità eterna. Di costui dobbiamo aver paura. Una paura che deve farci rientrare in noi stessi per verificare quali sono i nostri pensieri, sentimenti e  decisioni nella vita di ogni giorno. Gesù ci mette in guardia dall’ipocrisia che tanto piace al tentatore perché non ci fa essere trasparenti, qualità necessaria invece perché passi l’amore di Dio e la Sua Parola. Una trasparenza che fa vedere ciò che è oltre la nostra persona, ciò che noi stessi riceviamo dal Signore. L’ambiguità ci isola dagli altri, rende tristi, mortifica l’anima. Siamo chiamati ad un modo di parlare e agire che sia chiaro e ad avere fiducia in Dio che sempre provvede e ci libera dal male!

Signore, donaci di saper stare con Te nella preghiera per vivere nella luce.

Dalla Vita seconda di Tommaso da Celano [FF 712]
Un giorno vide un suo compagno con una faccia triste e melanconica. Sopportando la cosa a malincuore, gli disse: «Il servo di Dio non deve mostrarsi agli altri triste e rabbuiato, ma sempre sereno. Ai tuoi peccati, riflettici nella tua stanza e alla presenza di Dio piangi e gemi. Ma quando ritorni tra i frati, lascia la tristezza e conformati agli altri». E poco dopo: «Gli avversari della salvezza umana hanno molta invidia di me e siccome non riescono a turbarmi direttamente, tentano sempre di farlo attraverso i miei compagni». Amava poi tanto l’uomo pieno di letizia spirituale, che per ammonimento generale fece scrivere in un capitolo queste parole: «Si guardino i frati di non mostrarsi tristi di fuori e rannuvolati come degli ipocriti, ma si mostrino lieti nel Signore, ilari e convenientemente graziosi».

ARTICOLO DI: Comunità francescana delle sorelle

“Siamo sorelle francescane... Sorelle perché condividiamo la gioia della consacrazione totale della nostra vita a Dio, vivendo insieme in comunità. Nell'apostolato e nella laicità della vita ordinaria, desideriamo essere sorelle di tutti testimoniando e aiutando a conoscere la consolazione di Dio per ciascuno. Francescane perché ci piace e cerchiamo di imitare il modo semplice e radicale di seguire il Signore Gesù che San Francesco e Santa Chiara ci hanno indicato. "Pane e Parola" è una preghiera che abbiamo scelto di vivere accanto alle lodi mattutine. Il Vangelo del giorno, pregato e meditato comunitariamente davanti a Gesù Eucaristia, è per noi il mandato quotidiano che ci incoraggia e sostiene nel vivere la nostra vocazione. Nello spirito di comunione e collaborazione con i frati, accogliamo volentieri l'invito a condividere il testo che prepariamo ogni giorno per questa preghiera. www.comunitasorelle.org”

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