Domenica 13 gennaio 2019, BATTESIMO DEL SIGNORE
Dal Vangelo
Luca 3,15-16.21-22
In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco». Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».
Dalle Fonti
Leggenda dei tre compagni 9: FF 1404
In assenza del padre, quando Francesco rimaneva in casa, anche se prendeva i pasti solo con la madre, riempiva la mensa di pani, come se apparecchiasse per tutta la famiglia. La madre lo interrogava perché mai ammucchiasse tutti quei pani, e lui rispondeva ch’era per fare elemosina ai poveri, poiché aveva deciso di dare aiuto a chiunque chiedesse per amore di Dio. E la madre, che lo amava con più tenerezza che gli altri figli, non si intrometteva, pur interessandosi a quanto egli veniva facendo e provandone stupore in cuor suo. In precedenza ci teneva a riunirsi alla brigata degli amici, quando lo invitavano, e amava tanto le compagnie, che si levava da tavola appena preso un boccone, lasciando i genitori contristati per la sua partenza inconsulta. Adesso invece non aveva cuore che per i poveri: amava vederli e ascoltarli per distribuire aiuti generosi.
Alla vita
“In precedenza”……”adesso invece…”! Continuamente nel Vangelo si descrive questo passaggio in coloro che, incontrando Gesù, ne accolgono la Parola e l’invito alla conversione e sequela. “Prima rubavo…. ora restituisco…”, “prima ero cieco, ora ci vedo”, “prima andavo al pozzo….ora c’è uno che ha detto tutto di me”, e così via. Tutti coloro che incontrano la salvezza, testimoniano di un ‘prima’ e di un ‘dopo’ nella loro esistenza. Il passaggio non è volontaristico, è frutto spontaneo, conseguenza inevitabile del fascino subìto dalla bellezza incontrata nell’amore. E’ l’amore che trasforma, che dona nuova esistenza, che conferma nella vera ed autentica identità. Gesù stesso ne fa esperienza durante il battesimo ricevuto al Giordano. La forza, la ferma decisione di iniziare la Sua missione e di portarla a compimento fino al dono totale di Sé, sono radicate nella beatitudine estatica sperimentata nel compiacimento del Padre. Essere Figlio, oggetto dello sguardo compiacente del Padre, è il fondamento per Gesù di tutta la Sua missione. La capacità di Gesù di donare la Sua vita per amore, è sostenuta dal godimento del Padre sul Figlio che esprime in tal modo la Gloria che risplende all’interno della vita trinitaria.
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