Tutti gli articoli relativi a
Gv 6,22-29


Gv 6,22-29

Operare, cioè credere

Lunedì III Settimana di Pasqua At 6,8-15 Sal 118 Gv 6,22-29 Gli uditori di Stefano non vogliono credere. Accogliere le sue parole significherebbe dover ammettere ciascuno i propri errori e i propri peccati, significherebbe dover cambiar vita. Così, scelgono di non voler credere. Chiudono gli occhi davanti al suo volto che era “come quello di un angelo” , e scelgono la menzogna. La stessa cosa era accaduta nei confronti di… Continua

Gv 6,22-29

Cosa dobbiamo fare?

Cosa dobbiamo fare?

Lunedì III Settimana di Pasqua At 6,8-15           Sal 118     Gv 6,22-29 Questi uomini che cercano Gesù hanno mangiato i pani ma non hanno visto i segni, cioè non hanno compreso il senso di ciò che è avvenuto. E così restano sul piano materiale, e cercano da Gesù una nuova regola da seguire chiedendo “Che cosa dobbiamo fare?”. La novità bella portata da Gesù non è tanto un fare qualcosa di… Continua

Gv 6,22-29

“Che cosa dobbiamo compiere?”

“Che cosa dobbiamo compiere?”

Lunedì III Settimana del Tempo di Pasqua At 6,8-15         Sal 118    Gv 6,22-29 Questo verbo “compiere” nell’originale, ergon, richiama l’agire di Dio. Solo nel libro dell’Esodo esso si riferisce ad un’opera dell’uomo, il suo compiere la volontà di Dio espressa nelle tavole della legge. Questi uomini, che hanno visto il segno del pane, cercano Gesù con la mentalità di chi vuole semplicemente una nuova legge, qualcosa di nuovo da fare. Ma… Continua

Gv 6,22-29

Diamoci da fare!

Diamoci da fare!

Lunedì  III Settimana di Pasqua At 6,8-15   Sal 118   Gv 6,22-29 Gesù si sottrae alla folla e alla celebrità: proprio quando vogliono “farlo re”, lui se ne va di là dal mare. E’ una distanza che rappresenta la lontananza tra le aspettative della gente e la vera missione di Gesù. La folla, sedotta dal segno materiale del pane, si illude che questo Messia sia venuto a risolvere problemi, a saziare… Continua

Registrati
Esegui Login
Messaggero di Sant'Antonio