Vita vera

Vita vera

Venerdì XVIII Settimana del Tempo Ordinario
Na 2,1.3;3,1-3.6-7       Dt 32,35-41        Mt 16,24-28

Gesù aveva annunciato la sua morte e la sua risurrezione  e Pietro si era opposto a questa idea perché, secondo la logica umana, non aveva senso. Ora Gesù dice che anche loro devono essere pronti a prendere la propria croce e a dare la vita.
Cosa significava questa espressione? Essere pronti a rinunciare a se stessi, ovvero a mettere da parte i propri progetti, le proprie aspettative, per seguire il Maestro. Seguire Gesù può significare anche essere disprezzati dai propri parenti, dai propri amici, e, in alcuni casi, anche perdere concretamente la vita (pensiamo ai missionari). Ci rendiamo conto che non è sempre facile portare la croce, perdere la vita, ma allo stesso tempo siamo attratti da chi invece vive con abbandono nella mani del Padre e dei fratelli. Ci attraggono le persone che sono disponibili, che rinunciano a se stesse per noi, per gli altri e per il Vangelo senza farlo pesare, quasi fosse una cosa naturale. Ci attrae soprattutto la loro gioia, la loro capacità di essere liete e di vivere veramente. Ci mostrano che le parole di Gesù sono vere: “Chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà”. Gesù promette una vita oltre la vita per chi lo prende sul serio. Spendere la vita per seguirLo è una vita guadagnata.

Donaci Signore un cuore povero.

Da L’albero della vita crocifissa di Gesù [FF 2048]

Se parliamo della sua condotta, chi potrebbe narrare degnamente con quanta fedeltà e somiglianza si studiò di imitare la vita mortale di Cristo? Tutto il suo impegno pubblico e privato mirava a questo: rinnovare in se stesso e negli altri le orme di Cristo, coperte e dimenticate. E questo fu il privilegio speciale di questo benedetto Francesco, col quale meritò, davanti a tutti e in breve tempo, di donare alla santa Chiesa la vita di Gesù nella forma comunitaria e durevole del suo Ordine. 

ARTICOLO DI: Comunità francescana delle sorelle

“Siamo sorelle francescane... Sorelle perché condividiamo la gioia della consacrazione totale della nostra vita a Dio, vivendo insieme in comunità. Nell'apostolato e nella laicità della vita ordinaria, desideriamo essere sorelle di tutti testimoniando e aiutando a conoscere la consolazione di Dio per ciascuno. Francescane perché ci piace e cerchiamo di imitare il modo semplice e radicale di seguire il Signore Gesù che San Francesco e Santa Chiara ci hanno indicato. "Pane e Parola" è una preghiera che abbiamo scelto di vivere accanto alle lodi mattutine. Il Vangelo del giorno, pregato e meditato comunitariamente davanti a Gesù Eucaristia, è per noi il mandato quotidiano che ci incoraggia e sostiene nel vivere la nostra vocazione. Nello spirito di comunione e collaborazione con i frati, accogliamo volentieri l'invito a condividere il testo che prepariamo ogni giorno per questa preghiera. www.comunitasorelle.org”

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