Mt 10,7-13

Legame gentile

Legame gentile

Giovedì XIV Settimana del Tempo Ordinario
Os 11,1-4.8-9   Sal 79   Mt 10,7-15

Essere persone gentili è la modalità con cui essere missionari. Il cristiano è persona gentile per eccellenza perché dal Vangelo impara a relazionarsi con rispetto ed empatia. Impara il rispetto di sé e dell’altro, fratello o sorella da amare in qualsiasi momento, proprio come fa Gesù con ciascuno di noi.
Il profeta Osea ci dice prima di tutto che Dio è gentile perché attira a sé il popolo con legami di bontà, o meglio, con corde di umana gentilezza, con legami di amore. La gentilezza, lo sappiamo, attira! Essere gentili è saper condividere il peso degli altri, saper incoraggiare. È l’antidoto dell’indifferenza, ci ricorda Papa Francesco nella sua enciclica “Fratelli tutti”. La gentilezza è un tratto esteriore che nasce però da un atteggiamento del cuore. È benevolenza che viene dall’Alto e ci incoraggia e sostiene nell’amare e cioè, concretamente, nel non volere causare agli altri ferite o dolore, nell’essere disponibili e cortesi nei modi.
Il missionario ha la gentilezza da mostrare e donare e, andando a due a due, la si può fin da subito mettere in gioco.

Signore Gesù, grazie per la tua gentilezza.

Dalla Vita seconda di Tommaso da Celano [FF 588]
Francesco li seguiva, tenendo in mano come signore lo scettro. Ma poiché da tempo con tutto l’animo si era reso completamente sordo a quelle voci e cantava in cuor suo al Signore, se ne distaccò a poco a poco anche col corpo. Allora, come riferì egli stesso, fu inondato di tanta dolcezza divina, da non potersi assolutamente muovere né parlare. Lo pervase un tale sentimento interiore che trascinava il suo spirito alle cose invisibili, facendogli giudicare di nessuna importanza, assolutamente frivola ogni cosa terrena. Veramente stupenda è la bontà del Signore, che elargisce magnifici doni a chi compie le più umili azioni; che salva e fa progredire, anche nei gorghi dell’inondazione, ciò che gli appartiene […] Sono misteri di Dio questi, che Francesco asseconda ed anche a sua insaputa è portato alla sapienza perfetta.

ARTICOLO DI: Comunità francescana delle sorelle

“Siamo sorelle francescane... Sorelle perché condividiamo la gioia della consacrazione totale della nostra vita a Dio, vivendo insieme in comunità. Nell'apostolato e nella laicità della vita ordinaria, desideriamo essere sorelle di tutti testimoniando e aiutando a conoscere la consolazione di Dio per ciascuno. Francescane perché ci piace e cerchiamo di imitare il modo semplice e radicale di seguire il Signore Gesù che San Francesco e Santa Chiara ci hanno indicato. "Pane e Parola" è una preghiera che abbiamo scelto di vivere accanto alle lodi mattutine. Il Vangelo del giorno, pregato e meditato comunitariamente davanti a Gesù Eucaristia, è per noi il mandato quotidiano che ci incoraggia e sostiene nel vivere la nostra vocazione. Nello spirito di comunione e collaborazione con i frati, accogliamo volentieri l'invito a condividere il testo che prepariamo ogni giorno per questa preghiera. www.comunitasorelle.org”

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