Mt 2,1-12

Il peso dei doni

Il peso dei doni

Epifania del Signore
Is 60,1-6 Sal 71 Ef 3,2-3.5-6 Mt 2,1-12

La liturgia ci regala oggi questa bella icona dei Magi: cercano Dio che ha deciso di farsi uomo nella forma più indifesa possibile. Ci piacciono questi uomini sinceri che cercano il bello, sbagliano, gioiscono, correggono la loro via…
Ci piacciono perché sono uomini che amano Gesù e sono totalmente gratuiti. Il loro cammino ha, infatti, una caratteristica particolare: portano il peso dei loro doni che poi lasceranno, con gioia. E questa – la gioia grandissima – è il nuovo dono con cui riprendono il cammino.
Vale per ogni uomo: il segno certo per trovare Gesù è fare il bene senza calcoli, anche quando non ci viene chiesto, anche se non c’è guadagno.
È non temere di incontrare ogni uomo, buono o crudele che sia, con la sola preoccupazione di fare il bene, per tutti.

La piccolezza che cerca il bene altrui è ciò che rende responsabile e autorevole un cristiano di fronte al mondo. Concedici, o Padre, il “peso” di questo dono.

Dalla Vita Prima di Tommaso da Celano [FF 436]
Pellegrinando per diverse e vaste regioni ad annunciare il regno di Dio, il santo di Dio, Francesco, giunse un giorno nella città di Toscanella. Mentre qui, secondo il solito, spargeva il seme di vita, un cavaliere del luogo gli offrì ospitalità nella sua casa. Il figlioletto di lui, l’unico che aveva, era zoppo e tanto gracile da dover restare ancora nella culla, pur avendo oltrepassato l’età dell’allattamento. Vedendo quell’uomo di Dio così ripieno di santità, il cavaliere gli si gettò umilmente ai piedi e gli chiese che glielo guarisse. Il santo si riteneva del tutto indegno e incapace di una simile efficacia e grazia e a lungo si rifiutò; ma poi, vinto dalle insistenti implorazioni, acconsentì. Dopo aver pregato, stese le mani sul fanciullo, lo benedisse e lo invitò a levarsi; quello immediatamente, tra la gioia dei presenti, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo, balzò risanato e cominciò a camminare di qua e di là per la stanza.

ARTICOLO DI: Comunità francescana delle sorelle

“Siamo sorelle francescane... Sorelle perché condividiamo la gioia della consacrazione totale della nostra vita a Dio, vivendo insieme in comunità. Nell'apostolato e nella laicità della vita ordinaria, desideriamo essere sorelle di tutti testimoniando e aiutando a conoscere la consolazione di Dio per ciascuno. Francescane perché ci piace e cerchiamo di imitare il modo semplice e radicale di seguire il Signore Gesù che San Francesco e Santa Chiara ci hanno indicato. "Pane e Parola" è una preghiera che abbiamo scelto di vivere accanto alle lodi mattutine. Il Vangelo del giorno, pregato e meditato comunitariamente davanti a Gesù Eucaristia, è per noi il mandato quotidiano che ci incoraggia e sostiene nel vivere la nostra vocazione. Nello spirito di comunione e collaborazione con i frati, accogliamo volentieri l'invito a condividere il testo che prepariamo ogni giorno per questa preghiera. www.comunitasorelle.org”

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