Lc 17,26-37

Vivere piuttosto per la Vita eterna

Venerdì XXXII Settimana del Tempo Ordinario
Sap 13,1-9     Sal 18   Lc 17,26-37

Gli eventi raccontati nel Vangelo hanno due cose in comune: la gente continuava a vivere serenamente senza Dio e la distruzione è avvenuta senza preavviso. Quale messaggio per noi oggi? C’è un invito a svegliarci dal sonno, ad essere meno preoccupati per le cose di questo mondo e dedicare invece tempo e attenzione alla Vita Eterna! Trovarsi impreparati dinanzi alla fine dei tempi, al Signore che viene inatteso, significa soccombere e lasciarsi travolgere dagli eventi. “Ricordatevi della moglie di Lot”: La moglie di Lot, fuggendo da Sodoma, trasgredì il comando di voltarsi indietro e divenne una statua di sale. Nessuno, credo, desidera immedesimarsi in questa donna! Ma, quante volte nel cammino di fede, ci siamo trovati a pensare a quello che abbiamo o stiamo lasciando con grande nostalgia? E questo può averci bloccato davanti alla proposta di Gesù, che richiede una risposta radicale. Per avere la forza e la convinzione di perdere la vita per Lui e guardare avanti con fiducia, occorre avere cura della vita interiore nutrendola della Sapienza e della Grazia divina.

Signore, rafforza in noi la fede e il desiderio di stare con Te.

Dalla Vita seconda di Tommaso da Celano [FF 588]
La compagnia dei giovani di Assisi, che un tempo lo avevano avuto guida della loro spensieratezza, cominciò di nuovo a invitarlo ai banchetti. Lo elessero re della festa […] Francesco non rifiutò l’onore offertogli, per non essere bollato come avaro, e pur continuando nelle sue devote meditazioni, non dimenticò la cortesia. Preparò un sontuoso banchetto con abbondanza di cibi squisiti: quando furono pieni sino al vomito, si riversarono nelle piazze della città insudiciandole con le loro canzoni da ubriachi. Francesco li seguiva, tenendo in mano come signore lo scettro. Ma poiché da tempo con tutto l’animo si era reso completamente sordo a quelle voci e cantava in cuor suo al Signore, se ne distaccò a poco a poco anche con il corpo. Allora, come riferì egli stesso, fu inondato di tanta dolcezza divina da non potersi assolutamente muovere né parlare. Lo pervase un tale sentimento interiore che trascinava il suo spirito alle cose invisibili, facendogli giudicare di nessuna importanza, assolutamente frivola, ogni cosa terrena.

ARTICOLO DI: Comunità francescana delle sorelle

“Siamo sorelle francescane... Sorelle perché condividiamo la gioia della consacrazione totale della nostra vita a Dio, vivendo insieme in comunità. Nell'apostolato e nella laicità della vita ordinaria, desideriamo essere sorelle di tutti testimoniando e aiutando a conoscere la consolazione di Dio per ciascuno. Francescane perché ci piace e cerchiamo di imitare il modo semplice e radicale di seguire il Signore Gesù che San Francesco e Santa Chiara ci hanno indicato. "Pane e Parola" è una preghiera che abbiamo scelto di vivere accanto alle lodi mattutine. Il Vangelo del giorno, pregato e meditato comunitariamente davanti a Gesù Eucaristia, è per noi il mandato quotidiano che ci incoraggia e sostiene nel vivere la nostra vocazione. Nello spirito di comunione e collaborazione con i frati, accogliamo volentieri l'invito a condividere il testo che prepariamo ogni giorno per questa preghiera. www.comunitasorelle.org”

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