Lc 12,1-7 

… ivi non è timore

… ivi non è timore

Venerdì XXVIII Settimana del Tempo Ordinario
Rm 4,1-8   Sal 31   Lc 12,1-7
Santa Teresa D’Avila, dottore della Chiesa, memoria

“Non abbiate paura…”, dice il Signore! Quante volte lo ripete ai suoi discepoli e sembra che nella Bibbia questo sia scritto 365 volte, come i giorni dell’anno. Ogni giorno Dio ci accompagna con la sua custodia, liberandoci dalla paura.
Eppure abbiamo un po’ tutti paura, paura di cambiare qualcosa della nostra vita, per assurdo anche della libertà a volte tanto desiderata. Questa è una paura che ci rende in qualche modo morti, che ci fa fermare. Per questo il Signore ci apre gli occhi dell’interiorità, per guardare a ciò che ci impedisce di camminare, di cambiare, di convertirci; alle situazioni e alle voci che ci dicono che non possiamo riuscire, che soffocano il desiderio di una vita piena. Qui Il Signore interviene se lo lasciamo agire, se ci fermiamo, guardiamo dentro di noi e non ci facciamo schiacciare dalla tentazione di allontanarci dalla fiducia in Lui. Da Lui siamo conosciuti e amati, per Lui valiamo molto! Affidiamoci all’Amore misericordioso e premuroso del Buon Dio, affidiamoci pregando e agendo con tenacia, e Lui ci libererà dalla paura.

Donaci Padre, come per Santa Teresa, di abbandonarci alla Tua volontà con tenacia, attingendo alla gratuità del Tuo Amore.

Dalla Leggenda Maggiore di San Bonaventura [1040-1041]
Mentre il servo di Dio dimorava in compagnia di questo sacerdote, suo padre lo venne a sapere e corse là con l’animo sconvolto. Ma Francesco, atleta ancora novello, udendo le minacce dei persecutori e presentendo la loro venuta, volle lasciar tempo all’ira e si nascose in una fossa segreta. Vi rimase nascosto per alcuni giorni, e intanto supplicava incessantemente, tra fiumi di lacrime, il Signore affinché lo liberasse dalle mani dei persecutori e portasse a compimento, con la sua bontà e il suo favore, i pii propositi che gli aveva ispirato. Sentendosi così ricolmo di una grandissima gioia, incominciò a rimproverare se stesso per la propria pusillanimità e viltà e, lasciato il nascondiglio e scacciata la paura, affrontò il cammino verso Assisi.

ARTICOLO DI: Comunità francescana delle sorelle

“Siamo sorelle francescane... Sorelle perché condividiamo la gioia della consacrazione totale della nostra vita a Dio, vivendo insieme in comunità. Nell'apostolato e nella laicità della vita ordinaria, desideriamo essere sorelle di tutti testimoniando e aiutando a conoscere la consolazione di Dio per ciascuno. Francescane perché ci piace e cerchiamo di imitare il modo semplice e radicale di seguire il Signore Gesù che San Francesco e Santa Chiara ci hanno indicato. "Pane e Parola" è una preghiera che abbiamo scelto di vivere accanto alle lodi mattutine. Il Vangelo del giorno, pregato e meditato comunitariamente davanti a Gesù Eucaristia, è per noi il mandato quotidiano che ci incoraggia e sostiene nel vivere la nostra vocazione. Nello spirito di comunione e collaborazione con i frati, accogliamo volentieri l'invito a condividere il testo che prepariamo ogni giorno per questa preghiera. www.comunitasorelle.org”

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