Mt 5,20-26

Superare la giustizia

Superare la giustizia

Giovedì X Settimana del Tempo Ordinario
2Cor 3,15-4,1.3-6 Sal 84 Mt 5,20-26

Nella prima lettura san Paolo dice che Dio ha voluto che la luce rifulgesse nei nostri cuori: «rifulga la luce dalle tenebre».
Possiamo dire che il Vangelo riprende questo movimento annunciando: “splenda la misericordia nella giustizia”, perché ogni giustizia senza misericordia è ancora un’ingiustizia.
La misericordia non è un generico modo di sentire, ma introduce una nuova mentalità di stare al mondo: chiede di guardare ad ogni persona come «proprio fratello», coscienti di appartenere allo stesso Padre.  La misericordia deve camminare affianco alla giustizia, ma superandola: infatti Gesù raccomanda espressamente di raggiungere «un accordo mentre siamo in cammino, proprio per fermare la lotta e l’odio tra noi. Invece noi tante volte vogliamo finire le cose, portarle al limite» (papa Francesco). 

Dove c’è il tuo Spirito c’è libertà: apri i nostri occhi sulle nostre rigide giustizie e donaci, o Padre, un cuore puro.

Dalla Leggenda maggiore di San Bonaventura [FF 1193]
Una devota nobildonna si recò dal santo per esporgli il proprio dolore e richiedere il rimedio: aveva un marito molto crudele, che la faceva soffrire osteggiandola nel servizio di Cristo. Perciò chiedeva al santo di pregare per lui, affinché Dio si degnasse nella sua clemenza di intenerirgli il cuore. Egli, dopo averla ascoltata, le disse: «Va’ in pace e sta’ sicura che fra poco avrai dal tuo uomo la consolazione che desideri». E aggiunse: «Gli dirai da parte di Dio e mia che ora é tempo di misericordia, poi di giustizia». Ricevuta la benedizione, la donna ritorna, trova il marito, gli riferisce quelle parole. Scende sopra di lui lo Spirito Santo che, trasformandolo in un uomo nuovo, così lo induce a rispondere con tutta mansuetudine: «Signora, mettiamoci a servire il Signore e salviamo l’anima nostra». Dietro esortazione della santa moglie, condussero una vita da celibi per parecchi anni, finché ambedue nello stesso giorno tornarono al Signore.

ARTICOLO DI: Comunità francescana delle sorelle

“Siamo sorelle francescane... Sorelle perché condividiamo la gioia della consacrazione totale della nostra vita a Dio, vivendo insieme in comunità. Nell'apostolato e nella laicità della vita ordinaria, desideriamo essere sorelle di tutti testimoniando e aiutando a conoscere la consolazione di Dio per ciascuno. Francescane perché ci piace e cerchiamo di imitare il modo semplice e radicale di seguire il Signore Gesù che San Francesco e Santa Chiara ci hanno indicato. "Pane e Parola" è una preghiera che abbiamo scelto di vivere accanto alle lodi mattutine. Il Vangelo del giorno, pregato e meditato comunitariamente davanti a Gesù Eucaristia, è per noi il mandato quotidiano che ci incoraggia e sostiene nel vivere la nostra vocazione. Nello spirito di comunione e collaborazione con i frati, accogliamo volentieri l'invito a condividere il testo che prepariamo ogni giorno per questa preghiera. www.comunitasorelle.org”

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