Lc 1,57-66.80 

Dio prepara

Giovedì XII Settimana del Tempo Ordinario
Is 49,1-6   Sal 138   At 13,22-26   Lc 1,57-66.80
Natività di San Giovanni Battista, solennità

La solennità di oggi è tanto ricca con i temi di meraviglia, stupore, gratitudine e speranza che le letture evocano. Potremmo trovare un denominatore comune a tutto questo nella premura di Dio, nel suo amore preveniente. Lui, infatti, opera delle “preparazioni”.
Ha preparato la nascita del precursore attraverso l’annuncio dell’angelo a Zaccaria, attraverso il cambio di nome ha annunciato la grazia imminente. Potremmo proseguire con tanti esempi presi dalla storia della salvezza, ma anche con tanti esempi che potremmo raccontare a partire dalle nostre storie personali. Pensiamo a quante volte Dio ci ha preparato, con una regia delicata e premurosa, ai suoi annunci e a cogliere delle novità di vita per noi.
Questo pensiero apre anche un’altra sollecitazione per noi: se Dio prepara i tempi e i nostri cuori a ricevere bene i suoi doni, da parte nostra anche noi siamo chiamati a preparare un terreno buono.

Concedici, o Padre, di essere disponibili fino in fondo alla tua azione.

Dalla Leggenda maggiore di san Bonaventura [FF 1088]
Gli chiesero, una volta, come potesse, con un vestito così leggero, difendersi dai rigori dell’inverno. Rispose, in fervore di spirito: «Se fossimo infiammati, al di dentro, dal desiderio della patria celeste, facilmente sopporteremmo questo freddo al di fuori».
Aveva in orrore i vestiti morbidi; prediligeva quelli ruvidi e affermava che, proprio per questa ragione, Giovanni Battista era stato lodato dalla bocca stessa di Dio. Se per caso gli davano una tonaca, che a lui pareva soffice, la intesseva all’interno con delle funicelle, dicendo: le vesti morbide, secondo la parola della Verità, si devono cercare non nelle capanne dei poveri, ma nei palazzi dei principi. Aveva imparato, per sicura esperienza, che i demoni vengono intimoriti dalle asprezze, mentre dalle mollezze e dalle delicatezze prendono animo per tentare più baldanzosamente.

 

ARTICOLO DI: Comunità francescana delle sorelle

“Siamo sorelle francescane... Sorelle perché condividiamo la gioia della consacrazione totale della nostra vita a Dio, vivendo insieme in comunità. Nell'apostolato e nella laicità della vita ordinaria, desideriamo essere sorelle di tutti testimoniando e aiutando a conoscere la consolazione di Dio per ciascuno. Francescane perché ci piace e cerchiamo di imitare il modo semplice e radicale di seguire il Signore Gesù che San Francesco e Santa Chiara ci hanno indicato. "Pane e Parola" è una preghiera che abbiamo scelto di vivere accanto alle lodi mattutine. Il Vangelo del giorno, pregato e meditato comunitariamente davanti a Gesù Eucaristia, è per noi il mandato quotidiano che ci incoraggia e sostiene nel vivere la nostra vocazione. Nello spirito di comunione e collaborazione con i frati, accogliamo volentieri l'invito a condividere il testo che prepariamo ogni giorno per questa preghiera. www.comunitasorelle.org”

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