Mc 6,1-6

Che meraviglia

Mercoledì IV Settimana del Tempo ordinario
Eb 12,4-7.11-15   Sal 102   Mc 6,1-6

Da dove gli vengono queste cose? La gente di Nazareth non riesce a tenere insieme l’umanità di Gesù con la sua natura divina. Fa fatica a credere che, nella sua vita piccola e normale, sia presente la gloria di Dio. Gesù, infatti, è molto “umano”: è il “falegname, il figlio di Maria” che cammina nelle strade di Nazareth, lavora, vive, parla e si muove come tutti. È tanto umano che si meraviglia dell’incredulità di chi gli sta intorno. Anche a noi forse a volte disturba l’umanità di Gesù. Forse ci è facile pensare di incontrarlo nelle preghiere prolungate, nelle forti esperienze spirituali. Queste, certo, rafforzano la nostra relazione con Lui. Ma Gesù ci attende anche nella normalità, nell’umanità. Soprattutto in quella scomoda, che sta dentro e fuori di me. Mi vuole incontrare proprio lì. Mi chiede di accogliere la mia umanità e quella dei fratelli, con molto amore. Perché, proprio nella mia fragile umanità, sono molto amato. Ed è proprio in questa umanità che – dice la lettera agli Ebrei – trovo la mia pace e la mia santificazione. È lì, cioè, che il Signore vuole compiere i suoi prodigi.

Salvaci, Signore Dio nostro, radunaci dalle genti,
perché ringraziamo il tuo nome santo: lodarti sarà la nostra gloria.
(Sal 105)

 

Dalla Lettera a tutto l’Ordine [FF 221]
Tutta l’umanità trepidi, l’universo intero tremi e il cielo esulti, quando sull’altare, nella mano del sacerdote, è presente Cristo, il Figlio del Dio vivo. O ammirabile altezza e stupenda degnazione! O umiltà sublime! O sublimità umile, che il Signore dell’universo, Dio e Figlio di Dio, si umili a tal punto da nascondersi, per la nostra salvezza, sotto poca apparenza di pane! Guardate, fratelli, l’umiltà di Dio, e aprite davanti a lui i vostri cuori; umiliatevi anche voi, perché siate da lui esaltati. Guardate, fratelli, l’umiltà di Dio, e aprite davanti a lui i vostri cuori; umiliatevi anche voi davanti a lui, perché siate da lui esaltati.

ARTICOLO DI: Comunità francescana delle sorelle

“Siamo sorelle francescane... Sorelle perché condividiamo la gioia della consacrazione totale della nostra vita a Dio, vivendo insieme in comunità. Nell'apostolato e nella laicità della vita ordinaria, desideriamo essere sorelle di tutti testimoniando e aiutando a conoscere la consolazione di Dio per ciascuno. Francescane perché ci piace e cerchiamo di imitare il modo semplice e radicale di seguire il Signore Gesù che San Francesco e Santa Chiara ci hanno indicato. "Pane e Parola" è una preghiera che abbiamo scelto di vivere accanto alle lodi mattutine. Il Vangelo del giorno, pregato e meditato comunitariamente davanti a Gesù Eucaristia, è per noi il mandato quotidiano che ci incoraggia e sostiene nel vivere la nostra vocazione. Nello spirito di comunione e collaborazione con i frati, accogliamo volentieri l'invito a condividere il testo che prepariamo ogni giorno per questa preghiera. www.comunitasorelle.org”

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