Domenica 6 dicembre 2020, II AVVENTO

Domenica 6 dicembre 2020, II AVVENTO

Dal Vangelo

Marco 1, 1-8

Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio. Come sta scritto nel profeta Isaìa: «Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero: egli preparerà la tua via. Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri», vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».

Dalle Fonti

Leggenda Maggiore IV,6: FF 1073

Moltissimi, infiammati dalla sua predicazione, si vincolavano alle nuove leggi della penitenza, secondo la forma indicata dall’uomo di Dio. Il servo di Cristo stabilì che la loro forma di vita si denominasse Ordine dei Fratelli della Penitenza. Questo nuovo Ordine ammetteva tutti chierici e laici vergini e coniugi dell’uno e dell’altro sesso, perché la via della penitenza è comune per tutti quelli che vogliono tendere al cielo. E i miracoli compiuti da alcuni dei suoi seguaci sono lì a mostrarci quanto Dio lo consideri degno di merito.

Alla vita

Conversione e penitenza sono i due lati della stessa medaglia, perché chi scopre l’amore di Dio e si volge (si converte) verso di lui non può che pentirsi di ciò che nella sua vita non ha reso onore all’amore che ora conosce. La penitenza dice il pentimento per ciò che non è nato dall’amore e dice concretamente la disponibilità a fare azioni contrarie a ciò per rimediare a quanto fatto. Non si tratta di mortificarsi, ma di trovare ogni occasione possibile per fare il bene, per far vivere, per amare, cominciando proprio da quelle situazioni in cui si è fatto tutt’altro. La vita di penitenza è piena di gioia allora, perché in ogni momento vede ricuciti gli strappi e riparati i torti, o almeno tenta di fare questo in ogni modo. Nel fare questo si prepara la via al Signore, perché ci si indirizza sul sentiero del bene lungo il quale è possibile scorgerlo continuamente e perché il cuore viene risanato dalle opere di penitenza, proprio lì dove soffriva e faticava, lacerato dalle piaghe lasciate dalle offese inferte ad altri.

ARTICOLO DI: Momenti Francescani

“Momenti Francescani: La Parola nella Parole E’ la prima testata periodica edita in Italia a proporre la lettura quotidiana del Vangelo abbinata a un brano delle Fonti Francescane e ad una breve attualizzazione. Perché la scelta di questo format editoriale? Il Vangelo non per particolari motivazioni liturgiche, ma per seguire una pagina del “Breviario/evangeliario” di San Francesco in cui Frate Leone annotava come il santo avesse una particolare predilezione per questa lettura quotidiana. E le Fonti? Grande tesoro ancora a molti sconosciuto, oggi rappresentano un valido strumento per la conoscenza della figura storica, “psicologica” e spirituale di S. Francesco, oltre che della vita delle prime comunità francescane. Per l’uomo contemporaneo rappresentano ancora una finestra che permetta un respiro più ampio e una risposta alle sue istanze. Viene anche proposta un’attualizzazione per ogni giorno, concepita come cuneo capace di scardinare le posizioni del cuore dell’uomo odierno a volte indurito e “zoppicante.” L’opera si rivolge agli appartenenti all’Ordine Francescano Secolare d’Italia, ai membri dell’intera Famiglia Francescana, e a tutti coloro che sono attirati dalla ricchezza e dalla profondità del Vangelo e della spiritualità francescana. Momenti Francescani è edita dalla Cooperativa sociale francescana di multiservizi Fratelli è possibile – F. è P. è nata nel 2006 dall’ispirazione di tutta la Fraternità dell’Ordine Francescano Secolare di Cesena come emanazione sociale legata alla propria intrinseca vocazione.”

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