Domenica 29 novembre 2020, I AVVENTO

Domenica 29 novembre 2020, I AVVENTO

Dal Vangelo

Marco 13, 33-37

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare. Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati. Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!».

Dalle Fonti

Leggenda Maggiore IV,1: FF 1065

Contando sulla grazia divina e sull’autorità papale, Francesco, pieno di fiducia si diresse verso la valle Spoletana, pronto a praticare e ad insegnare il Vangelo (Cfr At 1,1). Durante il cammino discuteva con i compagni sul modo in cui osservare con sincerità la Regola, che avevano abbracciato; sul modo in cui progredire in ogni santità e giustizia davanti a Dio (Lc 1,75), sul modo in cui santificare se stessi ed essere di esempio per gli altri. Il colloquio si protrasse assai a lungo, e il giorno passò. Stanchi, ormai, per la lunga fatica e affamati, si fermarono in un luogo solitario. Non era possibile provvedere un po’ di cibo da nessuna parte. Ma la Provvidenza di Dio intervenne senza indugio: comparve improvvisamente un uomo con in mano un pane; lo diede ai poverelli di Cristo, e subito disparve. Non si seppe né da dove era venuto né dove andasse. I frati poverelli riconobbero, allora, da questo prodigio che la compagnia dell’uomo di Dio era per loro una garanzia dell’aiuto del cielo e si sentirono saziati più per il dono della generosità divina che per il nutrimento materiale ricevuto. Inoltre, colmi di divina consolazione, stabilirono fermamente e irrevocabilmente ribadirono l’impegno di non abbandonare mai, né per fame né per tribolazione, la santa povertà professata.

Alla vita

L’unico modo per non addormentarsi mentre la notte avanza è tenersi occupati. È facile che la stanchezza ci vinca se ci fermiamo, se accendiamo la TV o ci sediamo in poltrona. Per rimanere svegli, allora, occorre muoversi, lavorare, parlare, interessarsi a qualcosa. L’attesa del Signore che torna può essere solo operosa o il sonno ci prenderà inevitabilmente e saranno guai. E’ nello svolgere il proprio servizio che la vigilanza si rafforza, ci fa aguzzare i sensi e reagire con prontezza. D’altra parte non esiste servo che possa rimanere ozioso quando gli è stato dato un compito da svolgere o un potere da esercitare.

ARTICOLO DI: Momenti Francescani

“Momenti Francescani: La Parola nella Parole E’ la prima testata periodica edita in Italia a proporre la lettura quotidiana del Vangelo abbinata a un brano delle Fonti Francescane e ad una breve attualizzazione. Perché la scelta di questo format editoriale? Il Vangelo non per particolari motivazioni liturgiche, ma per seguire una pagina del “Breviario/evangeliario” di San Francesco in cui Frate Leone annotava come il santo avesse una particolare predilezione per questa lettura quotidiana. E le Fonti? Grande tesoro ancora a molti sconosciuto, oggi rappresentano un valido strumento per la conoscenza della figura storica, “psicologica” e spirituale di S. Francesco, oltre che della vita delle prime comunità francescane. Per l’uomo contemporaneo rappresentano ancora una finestra che permetta un respiro più ampio e una risposta alle sue istanze. Viene anche proposta un’attualizzazione per ogni giorno, concepita come cuneo capace di scardinare le posizioni del cuore dell’uomo odierno a volte indurito e “zoppicante.” L’opera si rivolge agli appartenenti all’Ordine Francescano Secolare d’Italia, ai membri dell’intera Famiglia Francescana, e a tutti coloro che sono attirati dalla ricchezza e dalla profondità del Vangelo e della spiritualità francescana. Momenti Francescani è edita dalla Cooperativa sociale francescana di multiservizi Fratelli è possibile – F. è P. è nata nel 2006 dall’ispirazione di tutta la Fraternità dell’Ordine Francescano Secolare di Cesena come emanazione sociale legata alla propria intrinseca vocazione.”

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