Guerra carestia peste con i Frati Cappuccini nell’opera manzoniana

Guerra carestia peste con i Frati Cappuccini nell’opera manzoniana

Lo studio si propone di analizzare il capolavoro manzoniano da un punto di vista particolare: la presenza di quel che di peggio esiste nel mondo, di quel male che nella storia assume diverse forme.  Quasi un quadro apocalittico, a livello civile, morale, esistenziale.  Il libro accosta successivamente le tre tematiche ricordate nel titolo: la guerra, la carestia e la peste, cogliendo quanto di queste realtà sia imputabile alla mente umana quando non sia sorretta dalla fede e si lasci vincere dalla malattia del volere, dalla presunzione e dalla stoltezza.

Francesco Di Ciaccia, Guerra carestia peste con i Frati Cappuccini nell’opera manzoniana (Centro Studi Cappuccini Lombardi), EBF, Milano 2020, pag. 549, € 34,00

ARTICOLO DI: Scaffale Francescano

“Uno scaffale virtuale dedicato alle pubblicazioni francescane, per essere informati. E per cedere alla tentazione di leggere...”

1 Commento aggiunto

  1. Francesco 2 Marzo 2021
    Si tratta di un "trittico" su realtà che interessano l'umanità d'ogni tempo, ma accostate in una indagine storico-manzoniana. La prima parte del volume affronta il problema, storiograficamente più ricorrente, della Guerra e delle rivoluzioni su cui ha scritto il Manzoni, con particolare attenzione alla guerra coeva alla trama de I Promessi Sposi, guerra cui seguirono, sterminatrici e inquietanti, la carestia e la peste. La seconda parte affronta la carestia a partire dalla descrizione che ne fa il Manzoni con l’inserzione di due personaggi protagonisti del romanzo: il cardinale Federico e Renzo, entrambi in relazione al pane. La peste occupa la Parte terza di questa orchestrale narrazione anche alla luce del sottotitolo "Con i frati cappuccini nell’opera manzoniana", in cui trova largo spazio l’analisi di un classico sull’argomento, il "Dialogo della peste" di Paolo Bellintani da Salò. Poi l'attenzione si concentra sulla Parola e sul Processo e analizza da un lato il ragionamento di Felice Casati e dall’altra il sogno di don Rodrigo. L’ultima parte del capitolo è occupata dal processo agli untori che culmina con le riflessioni sulla Storia della colonna infame. Ho voluto esprimermi su una mia opera, per contribuire, nel mio piccolo, alla conoscenza di una grande problematica (Francesco Di Ciaccia).

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