L’ira

L’ira

Nella cultura dominante l’aggressività è divenuta un tabù. Nella società del political correct, del fair play, dell’attimino, del buonismo, etc., essere aggressivi, o meglio mostrarsi aggressivi, è out. Il che genera in noi un pregiudizio di fronte al tema dell’ira: non essendo persone che vanno in giro aggredendo il proprio vicino (urla, botte, menomazioni, duelli, lupara, etc.) potremmo pensare che tutto questo ci riguardi solo tangenzialmente. Dobbiamo ricordarci che la… Continua

Profeti del Dio vivente

Profeti del Dio vivente

Gli esercizi spirituali di papa Francesco predicati dal carmelitano p. Bruno Secondin. Sulla trama del cammino di Elia profeta, p. Bruno propone la sua «lectio divina» in tre movimenti: – Il primo basato sul «capire»: un risalire al testo, al suo significato di base, allo scavo esegetico. – Il secondo, il «meditare», fa fiorire il testo svelandone tutte le sue potenzialità spirituali ed esistenziali. – Infine il terzo, l’«applicare a… Continua

Gv 15,1-8

3 maggio 2015, quinta domenica di Pasqua, “Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla” (Gv 15,5)

3 maggio 2015, quinta domenica di Pasqua, “Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla” (Gv 15,5)

Dal buon pastore (domenica scorsa) ai tralci innestati alla vite: che bello questo vangelo in immagini! Gesù le coglie da quanto i suoi occhi e il suo cuore vedono nella sua terra. Ancora una volta, così come con il buon pastore, la vite che assicura linfa vitale a tutti i tralci ci parla di intimità, di adesione forte: si noti il rimbalzo del verbo rimanere  in Lui. Contro ogni pretesa… Continua

Laudato sie, mi’ Signore!

Laudato sie, mi’ Signore!

Rileggere oggi il «Cantico di Frate Sole» con la matita di fumettisti e le parole di scrittori, registi, persone comuni e ragazzi di fede cattolica, ebrea, musulmana, buddista è espressione di fratellanza. Oggi, le parole di san Francesco dicono ancora freschezza, verità e lode. Roberto Adinolfi, Vittorino Andreoli, Giovanni Bachelet, i bambini del gruppo ACR di Roncadelle (BS), Leonardo Becchetti, Elena Bosetti, Donatella Bisutti, Aldo Cazzullo, Chiara Giovanna Cremaschi, Erri… Continua

Ospitalità

Ospitalità

Ospitalità: una pratica che, secondo gli antropologi, compare fin dal sorgere delle prime civiltà. La figura dell’ospite è una presenza silenziosa, ma trasversale: attraversa le storie bibliche, è implicata nelle relazioni di aiuto e genitorialità, fornisce un supporto alla nostra ricerca di identità, fa da guida nei controversi cammini dell’etica, fornisce un modello per il dialogo ecumenico e interreligioso. L’ospitalità lancia, però, un interrogativo: è un mezzo o un fine… Continua

F come… folla!

F come… folla!

“Via dalla pazza folla” era un romanzo di parecchi anni fa, da cui, altrettanti anni fa, era stato ricavato anche un film. Effettivamente il termine sa di negativo: di anonimità, di spersonalizzazione, talvolta anche di irrazionalità. Quando la folla invasata ha dato la caccia a streghe o untori, ha abbattuto tiranni ma solo per adorare acriticamente il capo successivo. Marciando nella folla abbiamo reclamato i nostri diritti, o altre volte… Continua

26 aprile 2015, 4ª di pasqua

26 aprile 2015, 4ª di pasqua

Dal Vangelo Giovanni 10,11-18 In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon… Continua

Gv 10,11-18

26 aprile 2015, quarta domenica di Pasqua, “Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario -che non è pastore e al quale le pecore non appartengono- vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore” (Gv 10,11-13)

26 aprile 2015, quarta domenica di Pasqua, “Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario -che non è pastore e al quale le pecore non appartengono- vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore” (Gv 10,11-13)

Ad ogni quarta di Pasqua, puntiamo il nostro sguardo sul buon pastore. Ad essere precisi il testo originale, il greco, scrive bel pastore. I due aggettivi non configgono più di tanto: quando diciamo che una persona è bella, non ci riferiamo tanto e solo a canoni estetici, ma al fatto che per davvero quella persona per noi è buona, vera. Bella! Gesù è bello e buono perché offre quanto di… Continua

PASSARE ACCANTO…

PASSARE ACCANTO…

Abitualmente mi trovo a contatto con ragazzi preadolescenti e adolescenti per il servizio educativo che mi viene richiesto a scuola: loro spesso mi scuotono con le loro domande e le faticose elaborazioni di drammi, difficoltà, questioni con cui forse oggi più che mai vengono costantemente a contatto per vissuti personali o assediati da informazioni veloci, tra le quali si passa senza aver tempo e modo di riflettere. Ultimamente abbiamo provato… Continua

Lc 24,45

19 aprile 2015, terza domenica di Pasqua, “Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture…” (Lc 24,45)

19 aprile 2015, terza domenica di Pasqua, “Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture…” (Lc 24,45)

Una “lavata di capo” ogni tanto ci sta (anche se costa accettarla, per poi sperimentare che ci fa bene). L’hanno ricevuta da Gesù i due viandanti di Emmaus (“Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti”: Lc 24,25), l’hanno beccata pure gli Undici e chi era con loro a Gerusalemme (perché non avevano ancora compreso le Scritture). La prendiamo tutta anche noi che… Continua

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Messaggero di Sant'Antonio