Giovedì XXI Settimana del Tempo Ordinario
1Ts 3,7-13 Sal 89 Mt 24,42-51
Sant’Agostino, memoria
“Ecco che Tu stavi dentro di me e io ero fuori e là ti cercavo…
Ti ho gustato e ora ho fame e sete di te. Mi hai toccato e ora ardo dal desiderio di conseguire la tua pace” (Sant’Agostino)
Dopo l’accusa vigorosa di Gesù verso il comportamento degli scribi e farisei, ascoltiamo oggi lo stesso insegnamento, ma attraverso una parabola che riprende l’importanza di essere vigilanti su se stessi. Nel servo scelto dal padrone, rivediamo ogni discepolo a cui il Signore affida una missione, la quale ha sempre in sé una responsabilità e una cura per gli altri. Il padrone chiama e insieme dona una grande fiducia. Chi si riconosce servo, e vive in modo “fedele e saggio” la sua missione, è colui che rimane sempre al cospetto del Signore, anche quando egli è lontano o appare tale. Ma dove manca la vigilanza su di sé e la memoria viva del Signore, facilmente ci si dimentica di essere servi e si finisce per spadroneggiare sugli altri. Così il rientro del padrone sarà in un caso l’atteso incontro di grazia mentre nell’altro l’inaspettato momento di verità.
Dalle Ammonizioni [FF 165]
Beati i puri di cuore, poiché essi vedranno Dio. Veramente puri di cuore sono coloro che disprezzano le cose terrene e cercano le cose celesti, e non cessano mai di adorare e vedere sempre il Signore Dio, vivo e vero, con cuore e animo puro.
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