Lunedì VI Settimana del Tempo Ordinario
Gc 1,1-11 Sal 118 Mc 8,11-13
Prima di essere umiliato andavo errando,
ma ora osservo la tua promessa.
Tu sei buono e fai il bene:
insegnami i tuoi decreti (dal Sal 118)
Nei versetti immediatamente precedenti a questo episodio, Marco racconta il miracolo dei pani, in cui Gesù commosso dalla folla affamata, con pochi pani sfama una moltitudine di persone. Oggi invece, ai farisei che chiedono un segno, non solo risponde con un fermezza, ma volta loro le spalle. L’evangelista annota che “Gesù sospirò profondamente”, ha indicare che anche in questo caso viene colpito nella sua umanità e sensibilità. Questo sospiro può indicare indignazione ma anche tristezza. Gesù in altre occasioni infatti è “rattristato per la durezza dei cuori” dei suoi ascoltatori (Mc 3,5). Davanti a questa chiusura Gesù non risponde con un compromesso o cedendo alla provocazione, semplicemente se ne va. Il suo negare un segno e il voltare le spalle diventano un messaggio per chi ha il cuore indurito: con il silenzio e la distanza, comunica che non è quella la strada per incontrarlo, per riconoscere i suoi segni, per accogliere la salvezza che è venuto a portare.
Dalle Ammonizioni di San Francesco [FF 143-144]
Perciò: Figli degli uomini, fino a quando sarete duri di cuore? Perché non conoscete la verità e non credete nel Figlio di Dio? Ecco, ogni giorno egli si umilia, come quando dalla sede regale discese nel grembo della Vergine; ogni giorno egli stesso viene a noi in apparenza umile; ogni giorno discende dal seno del Padre sull’altare nelle mani del sacerdote. E come ai santi apostoli si mostrò nella vera carne, così anche ora si mostra a noi nel pane consacrato. E come essi con la vista del loro corpo vedevano soltanto la carne di lui, ma, contemplandolo con occhi spirituali, credevano che egli era lo stesso Dio, così anche noi, vedendo pane e vino con gli occhi del corpo, dobbiamo vedere e credere fermamente che è il suo santissimo corpo e sangue vivo e vero.
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