Lunedì I Settimana del Tempo ordinario
1Sam 1,1-8 Sal 116 Mc 1,14-20
“Dio gridò a Mosè dal roveto: “Non avvicinarti oltre! Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è suolo santo!” (Es 3,5)
L’evangelista non inserisce la chiamata dei primi discepoli in una cornice religiosa o in un ambiente sacro. Anzi, questi vengono raggiunti dall’invito di Gesù mentre sono intenti al loro lavoro quotidiano, in un luogo familiare. Gesù prende l’iniziativa: cammina, vede, dice, chiama… La sua proposta non offre contenuti, ma invita ad un movimento: venite dietro a me. Non colloca loro in uno stato di vita, ma in un dinamismo di sequela, che vuol dire camminare dietro a lui. Andrea e Pietro lasciano le reti: potremmo dire, il mestiere, cioè sicurezza e identità sociale. Giacomo e Giovanni lasciano il padre e gli operai: le radici dell’identità personale. Gesù non obbliga i discepoli in uno spazio riservato e separato, ma gli esorta ad incamminarsi in passi concreti che si snodano nella loro realtà, nella vita ordinaria, in continuità con la vita precedente: erano infatti pescatori. Gesù non fonda una scuola, come i rabbini del tempo, ma condivide con i discepoli la missione che lui stesso riceve dal Padre.
Dalle Ammonizione [FF 165]
Beati i puri di cuore, poiché essi vedranno Dio. Veramente puri di cuore sono coloro che disdegnano le cose terrene e cercano le cose celesti, e non cessano mai di adorare e vedere il Signore Dio, vivo e vero, con cuore e animo puro.
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