Sabato fra l’Ottava di Pasqua
At 4,13-21 Sal 117 Mc 16,9-15
“Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano” (Mc 16,20)
In questi versetti Marco riprende gli episodi delle apparizioni di Gesù e sottolinea un tema importante: l’incredulità dei discepoli. L’annuncio della risurrezione viene in qualche modo rifiutato proprio da quanti sono chiamati a diventarne portavoce. Sia Maria di Magdala che i due discepoli in cammino, non vengono creduti, il loro annuncio è respinto. Solo l’incontro personale con il Risorto farà di ciascun discepolo un testimone. Il vangelo, più che un contenuto a cui credere, è una persona da incontrare, a cui aderire con tutto sé stessi. “E il Signore agiva con loro”: nell’inviare i discepoli, Gesù assicura la sua presenza, lui che non è mai stanco di camminare con i suoi sulle strade del mondo. È lui che agisce in loro e con loro, è lui che consolida la parola dei discepoli con i segni che la accompagnano (cfr. 20,17), e continua a fidarsi di uomini increduli e fragili, consegnando nelle loro mani il progetto di amore del Padre.
Dalla Lettera a tutto l’Ordine [FF 233]
Onnipotente, eterno, giusto e misericordioso Iddio, concedi a noi miseri di fare, per tuo amore, ciò che sappiamo che vuoi, e di volere sempre ciò che a te piace, affinché, interiormente purificarti, interiormente illuminati e accesi dal fuoco dello Spirito Santo, possiamo seguire le orme del tuo Figlio diletto, il signore nostro Gesù Cristo, e con l’aiuto della tua sola grazia giungere a te, o Altissimo, che nella Trinità perfetta e nell’Unità semplice vivi e regni e sei glorificato, Dio onnipotente per tutti i secoli dei secoli. Amen.
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