Lc 10,1-9

Sabato V Settimana del Tempo ordinario

At 13,46-49 Lc 10,1-9

Santi Cirillo monaco e Metodio vescovo, Patroni d’Europa, Festa

«Alla ricchezza, anche se abbonda, non attaccate il cuore» (Salmo 62)

Non è difficile immaginare la sorte di un agnello tra i lupi. L’agnello ci ricorda la mitezza, l’umiltà, a prescindere dalle condizioni che lo circondano. Ma il cuore umano è sempre un po’ agnello e un po’ lupo. L’unico vero agnello è Cristo e noi siamo assimilati a Lui che si dona totalmente, come cibo da mangiare, manifestando così l’umiltà di Dio. L’amore non è mai orgoglioso, non domina, ma pone la vita a servizio di tutti. Lo stile della mitezza si sviluppa nell’uomo attraverso il non avere, perché più si ha, più si difende, più si rischia di diventare “lupi”. La mitezza non è il risultato di uno sforzo volontaristico, ma un frutto dello Spirito Santo (cfr. Gal 5,23) che agisce in un cuore espropriato, non affaticato dal possesso e dall’orgoglio. Lo Spirito può agire liberamente nella persona libera, che vive nel mondo portando “pace a questa casa”. Ad ogni discepolo è chiesto di assumere non tanto un ruolo, ma uno stile, perché – ci ricorda Papa Leone – non c’è pace vera se non “disarmata e disarmante”.

Dai Fioretti [FF 1852] Appena che santo Francesco ebbe fatta la croce, il lupo terribile chiuse la bocca e ristette di correre; e fatto il comandamento, venne mansuetamente come agnello, e si gittò ai piedi di santo Francesco a giacere. E santo Francesco gli parlò così: «Frate lupo, tu fai molti danni in queste parti, e hai fatti grandi malefici, guastando e uccidendo uomini e animali (…) Ma io voglio far la pace fra te e costoro, sicché tu non gli offenda più (…) promettimi tu questo?». E il lupo, con inchinare di capo, fece evidente segnale che ’l prometteva (…) E distendendo la mano santo Francesco per ricevere la sua fede, il lupo levò su il piè ritto dinanzi, e lo pose sopra la mano di santo Francesco. «Frate lupo, io ti comando nel nome di Gesù Cristo, che tu venga ora meco senza dubitare di nulla, e andiamo a fermare questa pace al nome di Dio». E il lupo obbediente se ne va con lui a modo d’un agnello mansueto; di che li cittadini, vedendo questo, fortemente si meravigliavano.

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ARTICOLO DI: Comunità francescana delle sorelle

“Siamo sorelle francescane... Sorelle perché condividiamo la gioia della consacrazione totale della nostra vita a Dio, vivendo insieme in comunità. Nell'apostolato e nella laicità della vita ordinaria, desideriamo essere sorelle di tutti testimoniando e aiutando a conoscere la consolazione di Dio per ciascuno. Francescane perché ci piace e cerchiamo di imitare il modo semplice e radicale di seguire il Signore Gesù che San Francesco e Santa Chiara ci hanno indicato. "Pane e Parola" è una preghiera che abbiamo scelto di vivere accanto alle lodi mattutine. Il Vangelo del giorno, pregato e meditato comunitariamente davanti a Gesù Eucaristia, è per noi il mandato quotidiano che ci incoraggia e sostiene nel vivere la nostra vocazione. Nello spirito di comunione e collaborazione con i frati, accogliamo volentieri l'invito a condividere il testo che prepariamo ogni giorno per questa preghiera. www.comunitasorelle.org”

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