Venerdì III Settimana del Tempo ordinario
2Sam 11,14.5-10.13-17 Sal 50 Mc 4,26-34
È importante agire con tutta la buona volontà, “come se tutto dipendesse da noi, e pregare sapendo che tutto dipende da Dio” (Sant’Ignazio di Loyola). Il seme piantato nella terra cresce comunque, e ogni credente deve essere pronto ad accompagnare questa crescita, a curare e a custodirne i frutti. Dio è il Signore dell’universo, ma anche di ciascuno dei suoi figli, come fosse unico. Di ciascuno ha cura e dona la sua piena benedizione. Siamo nelle sue mani abili e amabili. Oggi il vangelo ci dice che il seme gettato è piccolo, sembra invisibile. Eppure diventerà un albero grande, fonte di consolazione e vita per tanti. È importante avere fiducia nel piccolo seme, sapere che un giorno germoglierà. Questo è costruire il regno di Dio: servire i fratelli con cuore grande, avendo cura del “piccolo”, al nostro posto, con umiltà e grande fiducia.
Dalla Vita Seconda di Tommaso da Celano [FF 604] Il servo di Dio, Francesco, piccolo di statura, umile di spirito e minore di professione, mentre viveva qui sulla terra scelse per sé e per i suoi una piccola porzione di mondo: altrimenti, senza usare nulla di questo mondo, non avrebbe potuto servire Cristo. E furono di certo ispirati da Dio quelli che, anticamente, chiamarono Porziuncola il luogo che toccò in sorte a coloro che non volevano assolutamente possedere nulla su questa terra.
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