Martedì II settimana del Tempo Ordinario
1Sam 16,1-13 Sal 88 Mc 2,23-28
“Il Padre del Signore nostro Gesù Cristo illumini gli occhi del nostro cuore per farci comprendere a quale speranza ci ha chiamati” (Cf. Ef 1,17-18)
L’evangelista Marco racconta due controversie legate al riposo sabatico. In quella che ascoltiamo oggi, Gesù rivela di essere “il Figlio dell’uomo”, un titolo che dice il suo essere l’inviato di Dio ma anche Colui che rivela all’umanità chi è l’uomo. Il centro del precetto del sabato e il centro di tutto l’Insegnamento, è l’uomo.
L’obbedienza alla Parola divina non è qualcosa che vuole separare l’uomo dalla sua natura, ma piuttosto insegnare a viverla fino in fondo. Rispettare il sabato non significa conformarsi a regole esteriori, ma mettere al centro dei pensieri, delle parole e delle azioni, ciò che rende l’uomo la creatura più degna tra le altre: il suo essere creato per amore a immagine e somiglianza di Dio. È questo il senso del sabato, che è stato creato per l’uomo: un tempo per vivere più intensamente di sempre la relazione con Dio e con il prossimo, perché la propria stessa vita trovi pienezza.
Dalle Laudi e Preghiere [FF 276]
Altissimo, glorioso Dio,
illumina le tenebre de lo core mio.
E damme fede dritta,
speranza certa e caritade perfetta,
senno e cognoscimento, Signore,
che faccia lo tuo santo e verace comandamento. Amen.
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