Mercoledì III Settimana di Quaresima
Dt 4,1.5-9 Sal 147 Mt 5,17-19
“Pieno compimento della legge è l`amore” (Rm 13,10)
Gesù è venuto a confermare la Torà, ne rivela il significato più vero e profondo, che è poi l’intenzione del legislatore stesso, Dio Padre. Per donare agli uomini questa conferma credibile, affidabile, Gesù la osserva pienamente, la incarna fino in fondo, anche rinnovandola e trasfigurandola. Gesù è infatti “il solo che l’abbia potuto fare perfettamente” (CCC 578). Ecco allora che la Torà viene da lui riportata alla sua finalità originaria, intensificandone il valore. Matteo insiste su questo argomento, perché si era trovato in disaccordo con alcune delle linee esegetiche dei rabbini del suo tempo. Ecco perché insiste con forza sui “guai” che Gesù rivolge agli scribi e farisei (cfr. 23,13). I discepoli dovranno interpretare la legge secondo l’esempio del maestro per trovare e attuare Il senso profondo della parola di Dio.
Dalla Lettera a Ermentrude di Bruges [FF 2918]
Preghiamo Dio vicendevolmente, e così, portando il peso della carità l’una per l’altra, adempiremo facilmente la legge di Cristo. Amen.
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