Mc 3,1-6

Mercoledì II settimana del Tempo Ordinario

Mercoledì II settimana del Tempo Ordinario

1Sam 17,32-33.37.40-51   Sal 143   Mc 3,1-6
Sant’Agnese vergine e martire, memoria

“Radice di ogni mutamento è il cuore, da cui derivano quattro scelte: bene e male, vita e morte” (Sir 37,17-18)

Nella seconda controversia legata al sabato Gesù pone nuovamente l’uomo al centro, questa volta anche in senso letterale. E pone una domanda: «È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?». Per certi versi, una domanda dalla risposta impossibile. Certamente, non è mai lecito fare del male, mentre è sempre lecito – anzi bisogna! – fare del bene. Forse l’accento è sull’impossibile alternativa. Non c’è una via di mezzo: non fare il bene è già fare il male. È lecito dunque, proprio nel giorno più sacro al Signore, non fare il bene? «Ma essi tacevano».
Si parla di mano, di occhi, di bocca e di cuore… tutto l’uomo è chiuso al bene, e quindi aperto al male. Questo male Gesù guarda con indignazione: “La sua ira non è per chi fa il male. È venuto apposta per i peccatori. La sua ira è contro il male” (Fausti). «Disse all’uomo: «Tendi la mano!». Egli la tese e la sua mano fu guarita».

Dalla Vita seconda di Tommaso da Celano [FF 678]
Un’altra volta venne dal santo la madre di due frati a chiedere fiduciosamente l’elemosina. Provandone vivo dolore, il padre si rivolse al suo vicario, frate Pietro di Cattanio: «Possiamo dare qualcosa in elemosina a nostra madre?». Perché chiamava madre sua e di tutti i frati la madre di qualsiasi religioso.
Gli rispose frate Pietro: «In casa non c’è niente da poterle dare». «Abbiamo solo – aggiunse – un Nuovo Testamento, che ci serve per le letture a mattutino, essendo noi senza breviario». Gli rispose Francesco: «Da’ alla nostra madre il Nuovo Testamento: lo venda secondo la sua necessità, perché è proprio lui che ci insegna ad aiutare i poveri. Ritengo per certo che sarà più gradito al Signore l’atto di carità che la lettura».

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ARTICOLO DI: Comunità francescana delle sorelle

“Siamo sorelle francescane... Sorelle perché condividiamo la gioia della consacrazione totale della nostra vita a Dio, vivendo insieme in comunità. Nell'apostolato e nella laicità della vita ordinaria, desideriamo essere sorelle di tutti testimoniando e aiutando a conoscere la consolazione di Dio per ciascuno. Francescane perché ci piace e cerchiamo di imitare il modo semplice e radicale di seguire il Signore Gesù che San Francesco e Santa Chiara ci hanno indicato. "Pane e Parola" è una preghiera che abbiamo scelto di vivere accanto alle lodi mattutine. Il Vangelo del giorno, pregato e meditato comunitariamente davanti a Gesù Eucaristia, è per noi il mandato quotidiano che ci incoraggia e sostiene nel vivere la nostra vocazione. Nello spirito di comunione e collaborazione con i frati, accogliamo volentieri l'invito a condividere il testo che prepariamo ogni giorno per questa preghiera. www.comunitasorelle.org”

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