Giovedì II settimana del Tempo Ordinario
1Sam 18,6-9; 19,1-7 Sal 55 Mc 3,7-12
“Dio ha riconciliato a sé il mondo in Cristo, affidando a noi la parola della riconciliazione” (Cf. 2Cor 5,19)
Il Vangelo di ieri terminava prospettando la morte di Gesù: «E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire». Il testo prosegue oggi, con una sorta di riassunto, chiamato “sommario”, nel quale Marco fa una sintesi di molti fatti. Lo scopo di questi sommari non è solo mandare avanti la narrazione, ma comunicare la chiave interpretativa attraverso cui leggere tutto il Vangelo. Subito dopo aver detto che Gesù andrà incontro alla morte, l’evangelista racconta di una grande moltitudine che segue il Maestro e che viene guarita. Dietro si cela il messaggio che la morte di Gesù non sarà la fine, ma il compimento della salvezza per tutte le genti. Per far questo Gesù si serve di una piccola barca, simbolo della Chiesa, la comunità di coloro che Gesù chiama perché stiano con Lui e per mandarli ad annunciare la Parola che salva.
Dalla Lettera ai fedeli [FF 193-194]
Dobbiamo anche visitare frequentemente le chiese e venerare e usare riverenza verso i chierici, non tanto per loro stessi, se sono peccatori, ma per l’ufficio e l’amministrazione del santissimo corpo e sangue di Cristo che essi sacrificano sull’altare e ricevono e amministrano agli altri. E tutti dobbiamo sapere fermamente, che nessuno può essere salvato se non per mezzo delle sante parole e del sangue del Signore nostro Gesù Cristo, che i chierici pronunciano, annunciano e amministrano.
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