Il Santorale Francescano

La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…

Benedetto da Piratro, sacerdote francescano (†1226), beato

Le Fonti Francescane raccontano che san Francesco, durante la sua ultima malattia, mentre si trovava a Siena, chiamò a sé frate Benedetto da Piratro (o, forse, Prato), «frate sacerdote, uomo discreto e santo, che da lungo tempo era nella Religione, e talvolta celebrava in quella stessa cella per il beato Francesco», e come questi gli fu vicino, dopo avergli detto che benediva tutti i suoi frati, gli dettò i suoi ultimi precetti per i frati, il testo che ci è stato tramandato come “Testamento di Siena”: amore vicendevole, amore alla povertà, obbedienza alla Chiesa. Di Benedetto non si sa altro. Morì verso il 1226.
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Messaggero di Sant'Antonio