Il Santorale Francescano

La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…

Chiara Isabella Ghersi, clarissa (1742-1800), venerabile

Nacque il 23 ottobre a Pontedecimo (Genova), con il nome di battesimo di Angela Maria. A tredici anni manifestò il desiderio di entrare nel monastero delle clarisse della SS. Trinità di Gubbio, ove si trovavano già altre monache di origine genovese. Per due anni il padre rifiutò di lasciarla partire, ma si convinse in seguito alla prodigiosa guarigione della figlia dal vaiolo. Vestì l’abito di santa Chiara ed assunse il nome di Chiara Isabella l’8 dicembre 1858. Il noviziato fu per lei un anno di persecuzioni ed incomprensioni; fu tuttavia ammessa fra lo stupore generale alla professione. Nel 1778 fu eletta abbadessa, carica a cui fu rieletta fino alla morte, nonostante una sua terribile malattia durata diciotto anni. Incitò in particolare all’osservanza della povertà francescana. Ci ha lasciato molti scritti, tra cui poesie e lettere. Morì il 27 ottobre 1800.
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Messaggero di Sant'Antonio