Il Santorale Francescano

La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…

Alfonso Lopez Lopez, sacerdote francescano, e Michele Remon Salvador, religioso francescano, martiri (†1936), beati

Federico Lopez Lopez (in religione Alfonso) nacque a Secorun, nei pressi di Huesca in Spagna, il 16 novembre 1878. Ricoprì diversi uffici civili ma, sentendosi chiamato alla vita religiosa, nel 1906 lasciò tutto ed entrò nell’Ordine dei Frati Minori Conventuali nel convento di Granollers. Inviato in Italia, venne ricevuto nella Provincia Serafica dell’Umbria. Compì il noviziato ad Osimo, dove nel 1911 fu ordinato sacerdote. Fu penitenziere nella basilica di Loreto. Tornò poi in patria a Granollers, dove svolse fino al 1935 l’incarico di maestro dei postulanti e dei novizi. Allo scoppio della guerra civile spagnola, p. Alfonso si rifugiò in casa di alcuni amici. Fu comunque scovato ed arrestato il 3 di agosto 1936, insieme con fra Miguel Remon Salvador ed un altro confratello che però si salvò. I due furono intrepidi di fronte alla sollecitazione all’apostasia. Alla fine li condussero a Samalus e li fucilarono in serata, mentre p. Alfonso ripeteva, con spirito di fede e di carità: «Perdonali, Signore». Eugenio Remon Salvador nacque invece a Caudé, nella diocesi spagnola di Teruel, il 17 settembre 1907. Sentendosi chiamato alla vita religiosa, nel 1927 entrò nel convento di Granollers dei Frati Minori Conventuali, quando assunse il nome di Miguel, ove fece il noviziato sotto la guida del maestro p. Alfonso Lopez Lopez, poi suo compagno di martirio. Si dimostrò sempre affabile e pacifico: espletava i compiti affidatigli con grande spirito di servizio. Fu inviato in Italia per due anni, per svolgere alcuni incarichi nella celebre basilica di Loreto. Fece infine ritorno in patria a Granollers nel 1935.
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Messaggero di Sant'Antonio