Il Santorale Francescano

La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…

Sebastiano Sillero, religioso francescano (1665-1734), beato

Nasce il 22 gennaio 1665 nella cittadina andalusa di Montalban, Spagna, in una famiglia povera di cose, ma ricca di fede e di sani principi, nei quali matura il piccolo Sebastiano. Sensibile al bello, manifesta inclinazione per la pittura, incoraggiato dallo zio che gli fa da tutore, dopo la morte del papà. Per alcuni anni lavora nell’arte della seta. È però la vita religiosa ad attrarlo, e il tempo libero lo trascorre nelle chiese a pregare. Eccolo così, il 19 gennaio 1686, novizio tra i Frati Minori. Emessi i voti, conduce una vita umile, destinato soprattutto alla questua per il convento, amato e stimato dalla gente per la sua bontà e semplicità, soprattutto dai poveri ai quali non lesina attenzioni e aiuto. Muore a Siviglia il 15 ottobre 1734.
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Messaggero di Sant'Antonio