Il Santorale Francescano

La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…

Vincenzo di S. Giuseppe, religioso francescano e martire (†1622), beato

Nacque ad Aiamonte (Spagna) verso la fine del sec. XVI. Trasferitosi in Messico, entrò come fratello laico tra i frati minori. Bello nell’aspetto e nobile nel portamento suscitò ammirazione fra le donne; ma egli seppe sempre tutelare la propria castità con la prudenza e la mortificazione. Nel 1617, partì in missione prima per le Filippine, e da qui, due anni dopo, per il Giappone, nonostante la proibizione severissima emanata contro i missionari stranieri di sbarcare nelle isole giapponesi. Coadiuvò con zelo i sacerdoti missionari ed aiutò in varie maniere le comunità cristiane, finché il 17 settembre 1620 fu scoperto. Dopo una lunga e disumana prigionia, fu trasferito assieme ad altri cristiani a Nagasaki, dove fu arso vivo il 10 settembre del 1622.
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Messaggero di Sant'Antonio