Il Santorale Francescano

La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…

Gaetano Vigevano, sacerdote francescano (1825-1859), servo di Dio

Nacque ad Abbiategrasso (Milano) il 30 agosto 1825. Fino ai 27 anni, aiutò i genitori nel lavoro di sartoria, finché nel 1852 entrò tra i cappuccini, nel noviziato dell’Annunziata (Borno, Brescia); ma nonostante la sua condotta esemplare, dapprima gli fu prorogato l’anno di prova e quindi fu dimesso perché affetto da scrofolosi incurabile. Finalmente riammesso, ormai trentenne, poté emettere la professione religiosa il 30 marzo 1855. Ordinato sacerdote, fu trasferito nel convento di Castelpusterlengo, con l’incarico di presentarsi, se richiesto, all’altare della Madonna per benedire. In più di un caso, le sue benedizioni furono seguite da guarigioni miracolose, e i fedeli cominciarono ad accorrere numerosi. Presto ai pellegrinaggi in massa si aggiunse la posta, spedita da più parti di Europa e America, di gente che chiedeva preghiere. Morì però improvvisamente, all’età di 33 anni, il 21 febbraio 1859.
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Messaggero di Sant'Antonio