Il Santorale Francescano
La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…
Maria Chiara Serafina, religiosa francescana (1853-1917), venerabile

Madre Serafina (Francesca Farolfi) nasce il 7 ottobre 1853 a Tossignano (Bologna). All’età di vent’anni, con un diploma di insegnamento in mano, entrò a Forlì nel convento delle Francescane Terziarie di S. Elisabetta. Nel 1881, Serafina fu inviata a Palagano (Modena) per aprire un nuovo convento e scuola. Nel frattempo, però, tutta una serie di eventi fecero sì che la scuola di Forli fosse trasferita a Bertinoro nel 1895, con la conseguente nascita di una nuova congregazione religiosa: le Clarisse francescane missionarie del Santissimo Sacramento. Il 3 febbraio 1901, quattro giovani suore partirono per l’India. Iniziarono la loro missione a Sardhana, occupandosi di una casa di assistenza per ragazze. Tre anni dopo, un scuola fu aperta a Meerut e un altro orfanatrofio a Agra nel 1912. Altre missioni furono aperte anche in Brasile, tra le popolazioni più povere. La pedagogia di madre Serafina si occupava dell’educazione completa delle ragazze, favorendo lo sviluppo delle doti personali, anche attraverso l’arte. Morì, dopo una lunga malattia, il 18 giugno 1917.