Il Santorale Francescano
La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…
Casey Bernardo, sacerdote francescano (1870-1957), servo di Dio

Sesto di sedici figli, nacque a Oak Grove (Stati Uniti) il 25 novembre 1870, in una famiglia di emigrati irlandesi. Amante dello sport, in particolare del baseball, di buonumore, prima di farsi religioso era stato bracciante agricolo, taglialegna, custode di carceri, conducente di tram. Nel 1892 entrò nel seminario diocesano a Milwaukee, dove, non essendo in grado di pagare la retta intera, si era impegnato a fare il barbiere fra i suoi compagni. Nel 1897 scelse di vestire il saio francescano dei cappuccini. Anche dopo l’ordinazione sacerdotale, gli furono affidati incarichi e servizi di solito riservati ai fratelli laici: sagrestano, direttore dei chierichetti e, infine, portinaio del convento. Servizio che compì per ben 21 anni nel convento di Detroit, attirando una fiumana di gente che accorreva a lui per la fama delle sue virtù e delle grazie straordinarie attribuite alle sue preghiere. Restava inchiodato al suo ufficio di portinaio circa 10 ore al giorno, senza concedersi mai una tregua o vacanza alcuna. Morì il 31 luglio 1957.