Il Santorale Francescano

La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…

Giovanna Maria della Croce, clarissa (1603-1673), venerabile

Nata a Rovereto, in Trentino, l’8 settembre 1603, frequentò assiduamente la parrocchia di S. Marco e l’oratorio di S. Carlo. Dai tredici ai ventisette anni fu suo direttore spirituale il frate laico cappuccino Tommaso da Bergamo. Per le sue capacità divenuta direttrice del nuovo oratorio S. Carlo, nel 1642 lo trasformò in un vero istituto religioso di educazione femminile. Consigliata però di organizzare la sua opera su basi giuridiche più sicure, nel 1646 decise di aprire un monastero di clarisse nella sua città. Nel frattempo, tutta prodiga di carità per i poveri, specialmente per i colpiti dal terribile colera del 1630, aveva promosso l’edificazione del convento delle clarisse a Borgo Valsugana (TN), allora nella diocesi di Feltre. Sottoposta ai rigori dell’Inquisizione, venne ben presto riconosciuta innocente. Fu eletta badessa del convento il 29 ottobre 1651. Le è riconosciuto soprattutto il dono del consiglio spirituale a quanti, d’ogni rango sociale, a lei ricorrevano da lontano e da vicino. Di lei ci restano circa cinquecento lettere e sedici volumi manoscritti, quasi interamente inediti, trattanti di mistica e di poesia religiosa, esegesi del Cantico dei Cantici, il diario delle visioni avute nel 1672, e una vera e propria autobiografia scritta per obbedienza al confessore. Morì il 26 marzo 1673, e venne sepolta nella chiesa di S. Marco nella sua città.
MarzoFebbraioAprile

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Messaggero di Sant'Antonio