Il Santorale Francescano
La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…
Paola Malatesta da Rimini, francescana secolare (1393 c.-1453), beata

Paola Malatesta Gonzaga (Paola Agnese), prima marchesa di Mantova, nacque in un anno incerto tra il 1384 e il 1393. Il matrimonio con Gianfrancesco Gonzaga giungeva a coronare una consuetudine fra le due dinastie nata nei decenni finali del Trecento. Paola poté godere di numerosi beni, gioielli, cassoni ed effetti personali diversi. Fu madre di vari figli. La figura di Paola emerge dalle fonti secondo una significativa oscillazione: da un lato, la sincera religiosità e più in generale un’attenzione continua alla spiritualità, punteggiano la sua biografia di episodi che disegnano di lei il ritratto di una educatrice sensibile e attenta e di una donna di intenso e coerente sentire religioso. La sopravvivenza dei suoi libri contabili personali, evento archivistico decisamente raro per quest’epoca, rivela d’altro canto i lati più puntigliosi e prudenti della sua figura pubblica di signora e marchesa. Paola in assenza del marito, impegnato in questi anni come condottiero della Serenissima, gestiva tutti gli affari dello Stato, in particolare quelli finanziari. Gli stretti legami fra la dinastia e l’Ordine francescano facilitarono l’esplicarsi della devozione di Paola, che aderì con entusiasmo alla riforma dell’Osservanza, introducendola in tutte le case dell’Ordine francescano di Mantova. Alla metà di maggio del 1418 si celebrò a Mantova, nel convento di S. Francesco, il capitolo generale dei frati minori: in quell’occasione Paola ebbe modo di conoscere Bernardino da Siena, con cui ebbe rapporti duraturi e significativi e alla cui influenza si dovette la volontà di Paola di installare le clarisse nel convento femminile del Corpo di Cristo. Alla morte del marito Gianfrancesco, nel 1444, Paola si ritirò in una casa adiacente il convento del Corpus Domini in cui aveva preso il velo la figlia Cecilia. La data esatta della sua morte non è nota, ma dall’inventario dei beni che si trovavano nella sua casa si deduce che dovette morire presumibilmente nei primi mesi del 1453.