Il Santorale Francescano
La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…
Margherita da Cortona, penitente francescana (1247-1297), santa

Margherita da Cortona, nata a Laviano, presso Castiglione del Lago (Perugia) nel 1247, a diciassette anni è una ragazza dotata di rara bellezza, ma orfana e povera. Di lei si innamora un giovane nobile e insieme vivono, senza essere sposati, una lunga (nove anni) stagione d’amore, coronata dalla nascita di un figlio. Poi il dramma: il compagno viene ucciso e lei si ritrova sola, con il rimorso di un passato di scandalo e di peccato. Ma è pronta a cambiare vita. Si trasferisce a Cortona (Arezzo) e, guidata dai frati di san Francesco, si fa terziaria. Inizia così la storia della sua santità, segnata da grande austerità e severe penitenze. Donna coraggiosa, dotata di grande fascino interiore, anima la vita sociale e religiosa della città, facendo costruire un ospedale e fondando una Congregazione di terziarie, dette «Le Poverelle». Nel 1288 si trasferisce nella fatiscente chiesa di san Basilio, che fa restaurare e vi trascorre i suoi ultimi anni, fino al 1297, quando ritorna alla casa del Padre.