Il Santorale Francescano

La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…

Bartolomeo Baro, francescano secolare (†1222 c.), servo di Dio

Originario di Roma, dove esercitava l’avvocatura, decise di lasciare la città e questo stile di vita, trasferendosi in una località tra Gubbio e Massa. Qui cominciò a dare testimonianza di bontà e santità, tant’è che, si racconta, lo stesso san Francesco volle conoscerlo. Saputane le motivazioni, gli propose di entrare nell’Ordine francescano secolare (allora noto come “terz’ordine”), da Francesco stesso appena istituito proprio per quei laici che, pur non lasciando il proprio stato di vita, volevano altresì dedicarsi maggiormente a Dio e al Vangelo. Proposta che Bartolomeo accolse con entusiasmo e con successivo grande profitto di santità.
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Messaggero di Sant'Antonio