Il Santorale Francescano
La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…
Angelo Carletti, sacerdote francescano (1411-1495), beato

Il beato Angelo Carletti, al secolo Antonio, è conosciuto come Angelo da Chivasso, dove nasce nel 1411. Inizialmente si dedicò alla carriera politica e fu senatore del Monferrato, fino all’età di circa 30 anni, quando decise di entrare nell’ordine dei Frati Minori, in cui divenne sacerdote. Si dedicò allo studio del diritto e della teologia morale; in questo campo pubblicò diverse opere, in cui espose la sua dottrina. Le sue opere coinvolgono anche azioni di carità: fu, ad esempio, uno dei sostenitori della fondazione dei monti di pietà in favore dei poveri (Genova, 1483). Per quattro trienni fu eletto Vicario generale dei minori osservanti; successivamente Papa Sisto IV lo nominò commissario pontificio per alcune delicate missioni volte a consolidare la fede cristiana. Morì a Cuneo nel convento di Sant’Antonio, l’11 aprile 1495. È patrono di Chivasso ed è venerato anche come uno dei patroni di Cuneo dal momento che, secondo la tradizione, offrì protezione contro l’assedio dei francesi deviando le cannonate dirette contro la città.