Il Santorale Francescano

La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…

Francesca Nisch, suora della carità e francescana secolare (1882-1913), beata

Tedesca, di Oberdorf-Mittelbiberach, diocesi di Rottenburg-Stuttgart, dove nasce nel 1882, Francesca è la prima degli undici figli di una famiglia molto povera. Inevitabile per lei, finita la scuola, dover cercare un lavoro per dare una mano alla famiglia. Per qualche tempo fa la donna di servizio presso varie famiglie, fino a quando, per curare una grave malattia viene ricoverata nell’ospedale di Rorschach. Qui, seguita dalle Suore di Carità della Santa Croce di Ingenbohl, scopre la vocazione religiosa, alla quale risponde entrando nel loro convento di Hegne, nei pressi di Costanza, con il nome di Ulrica. Emessa il 24 aprile 1907 la professione religiosa, viene impiegata in lavori umili e faticosi: addetta alla cucina nell’ospedale di Bühl nel Mittelbaden, poi per quattro anni seconda cuoca nella Casa di San Vincenzo di Baden-Baden. La fatica e le tante rinunce sfibrano la sua salute e indeboliscono le sue difese, tanto da dover essere ricoverata nel maggio 1912 nell’ospedale di Santa Elisabetta presso la Casa di Hegne, per curare la tubercolosi. Impresa allora quasi impossibile. Infatti, un anno dopo, l’8 maggio, a soli 31 anni, Francesca muore.
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Messaggero di Sant'Antonio