Il Santorale Francescano

La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…

Tommaso da Trebiano, religioso francescano (†1634), servo di Dio

Nato a Trebiano di Arcola (La Spezia), sulle montagne liguri, contadino come i suoi genitori, pregando, come faceva spesso, davanti ad un’immagine sacra di Maria Madre di Dio, Tommaso vide una cesta di colorati frutti ma fuori stagione. Tommaso volle vedervi un segno della benevolenza della Santa Vergine, e uno stimolo a seguire i suoi sogni. Recatosi a Genova da uno zio cappuccino, dopo avergli raccontato il fatto, fu da questi persuaso a seguire la vocazione francescana. Venne accolto in convento il giorno della festa di S. Tommaso, nel 1558, per cui non cambiò nome come invece si usava fare in quei tempi. Visse da religioso laico, con grande umiltà e serenità, benvoluto da tutti, sempre a disposizione di chiunque lo desiderasse, per una parola o una preghiera, svolgendo soprattutto il compito di questuante per il convento. Muore nel 1634, più che novantenne.
GennaioFebbraio

Registrati
Esegui Login
Messaggero di Sant'Antonio