Il Santorale Francescano

La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…

Giorgio da Augusta, religioso francescano (1696-1762), venerabile

Al secolo Andrea Erhart, nacque a Pfronten-Kreuzegg (Germania). Da giovane fece il fornaio, quando, dopo la morte del padre, disapprovando il nuovo matrimonio della madre, nel 1718 venne a Roma, dove per sei anni esercitò ancora il suo mestiere. Nel 1724 entrò fra i cappuccini alla Palanzana (Viterbo). Rimase quasi sempre a Roma, esercitando saltuariamente gli uffici di cuoco, infermerie e soprattutto di questuante (ogni mattina, iniziava il suo giro passando per devozione dalla basilica di S. Pietro). Ebbe da Dio doni straordinari, a tal segno che ricorrevano a lui le più alte personalità di Roma. Morì presso Frascati il 7 ottobre 1762. Nel 1922, i suoi resti furono traslati nella chiesa dei cappuccini di Kempten (Baviera).
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Messaggero di Sant'Antonio