Il Santorale Francescano
La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…
Maria Chiara Nanetti e compagne, religiose francescane e martiri (†1900), sante

Clelia Nanetti, nata a Ponte Santa Margherita di Adria il 9 gennaio 1872, nel rodigino, matura la vocazione alla vita religiosa nella comunità parrocchiale di Francolino (Ferrara). A vent’anni entra nell’Istituto delle francescane missionarie di Maria, da poco fondato a Roma, assumendo il nome di Maria Chiara. Nel febbraio del 1899 parte per la Cina, assieme ad altre consorelle, chiamate dal Vicario apostolico, il francescano Francesco Fogolla (anche lui santo) nella Provincia dello Shan-Si come educatrici. All’inizio tutto fila liscio poi allo scatenarsi della rivolta dei Boxers, nemici giurati degli occidentali e dei cristiani in particolare, inizia una feroce persecuzione che falcidia la comunità con l’uccisione, il 9 luglio 1900, di tutte le suore francescane ivi presenti. Con Maria Chiara cadono sotto i colpi dei carnefici Marie Hermine de Jesus, Maria della Pace, Marie Adolphine, Maria Amandina, Marie de Saint Just e Marie de Sainte Nathalie, tutte segnate dal sigillo del coraggio della fede e dell’eroica carità.