Il Santorale Francescano

La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…

Maria Luisa Biagini, clarissa (1770-1811), serva di Dio

Fin da piccola sentì grande attrattiva per la preghiera e la vita monastica. Dopo che altre due sue sorelle si fecero monache clarisse, ottenne anche lei il permesso di entrare a sedici anni nel monastero di S. Micheletto a Lucca. Di gracile costituzione fisica, si ammalò e dovette mettersi a letto per una paralisi alle gambe e per una tumefazione all’intestino. Giudicata incurabile dai medici, accettò con fede la sua malattia. Durante le sue preghiere andava spesso in estasi. In una di queste, l’arcangelo Raffaele, ad un cenno del Signore, le avrebbe impresse le stimmate con una freccia. La mattina del 4 ottobre 1796 le apparve la Madonna che la invitò ad alzarsi, ad andare dal confessore e comunicargli di essere stata da lei guarita. Cosa che avvenne tra lo stupore delle altre suore. Morì nella notte del 29 marzo 1811. Il suo corpo è conservato nel nuovo monastero di S. Micheletto, sul monte di S. Quirico.
MarzoFebbraioAprile

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Messaggero di Sant'Antonio